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L’Empoli non può rallentare, ora c’è l’ostacolo Cosenza

David Biuzzi
L’Empoli non può rallentare, ora c’è l’ostacolo Cosenza

Altra tappa chiave, contro i calabresi affamati di punti salvezza, in ottica playoff. Marino avverte la sua truppa: «Pensare che sia facile significa sbagliare tutto»

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EMPOLI. Ha difeso la sua truppa quando sembrava quasi indifendibile, Pasquale Marino, raccogliendo i frutti del capitano coraggioso: in pochi, dopo il rovescio interno con la Virtus Entella, avrebbero puntato 1 euro sull’Empoli. Lui sì, ed ha avuto ragione.

Ma vuole averla fino in fondo, il professore di Marsala. Per questo, ora, mette in guardia i suoi sulle tante trappole e le mille insidie che nasconde la sfida di stasera (ore 21) al Castellani contro il Cosenza. «Incontriamo una squadra in salute – avverte – che dalla ripresa del campionato sta facendo bene. Ci aspetta una gara difficile, ma siamo consapevole che se mettiamo in campo lo stesso tipo di attenzione degli avversari, dal punto di vista qualititativo possiamo fare bene».

La qualità, insomma, potrebbe non bastare. «L’entusiasmo che ci ha dato la vittoria di Salerno – spiega, indicando la strada – ci deve far mettere dentro quella cattiveria agonistica necessaria per fare bene. Cambi di formazione? Qualche variazione ci sarà. Fiamozzi ed Henderson rientrano dalla squalifica e sono freschi, in più Stulac ha accusato un problema fisico e non sarà della partita. Qualcosa cambieremo, insomma, poi parlerò con i ragazzi per cercare di capire chi ha recuperato al meglio. Le alternative non ci mancano, soprattutto in avanti, ma lì abbiamo tre giocatori in fiducia che hanno segnato tutti (a Salerno, ndr), quindi vedremo come stanno».

Segnano gli attaccanti, ma incassa la difesa: 6 i gol fatti e subiti nelle ultime partite. «A volte con gli impegni ravvicinati può venire meno un po’ di lucidità, a noi come agli altri. Ma per quanto riguarda le reti incassate va anche analizzato come sono arrivate. Con la Virtus Entella, ad esempio, terza e quarta li abbiamo presi quando eravamo già in 9, a Salerno ci sono stati episodi abbastanza casuali, sfortunati. La squadra ha sempre dimostrato compattezza, anche quando ha giocato partite non esaltanti. In avanti, invece, creiamo ma possiamo e dobbiamo fare ancora di più come è successo a Salerno contro una squadra che in casa non perdeva da settembre. Abbiamo dato un segnale forte di maturità e la stessa maturità ci servirà anche questa sera».

Guai, cioè, a pensare che il più sia fatto. «Pensare a una partita facile significa sbagliare tutto – sentenzia Marino – anche perché stiamo vivendo un’esperienza nuova, perché stiamo facendo un calcio diverso dopo uno stop molto lungo e senza un’adeguata preparazione per rimettersi in moto. Da quando sono arrivato io, prima dello stop la squadra è stata molto continua. Poi ci sono state diverse incognite da dover affrontare, ma i ragazzi non ha mollato. Mai. Il percorso, come prestazioni, è in crescita. Solo ad Ascoli, forse, ci è mancato qualcosa in questo senso e può starci. Come ho già detto, è chiaro che a noi come agli altri alle volte può venire meno la lucidità e magari uno o due episodi fanno girare una partita».

Oppure possono farla girare i colpi dei singoli. E, in questo caso, l’Empoli ha ritrovato quelli di Amato Ciciretti. «Al mio arrivo – racconta Marino – era molto indietro per i mesi precedenti in cui non aveva mai giocato (al Napoli, ndr). Però è stato molto caparbio nel lavora e ora sta raccogliendo i frutti di quanto ha seminato. Bravo lui e non solo. Altri elementi sono in crescita costante, come Bajrami, un altro dei nostri elementi che sta crescendo di partita in partita». —

D.B.
 

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