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Champagne Juve, Ronaldo fa saltare il tappo

Champagne Juve, Ronaldo fa saltare il tappo

Doppietta di CR7 (30 gol) che raggiunge Immobile: il nono titolo di fila può arrivare già giovedì. Lazio a testa altissima

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TORINO

La Juventus ha vinto il suo nono scudetto consecutivo. La matematica lo certificherà giovedì a Udine, ma otto punti sull’Inter a quattro turni dalla fine sono una polizza sulla vita per la Signora. Che nella serata cruciale, pur senza rubando gli occhi, fa quello che meglio sa fare: vince con cinismo e mestiere, sfruttando i pochi momenti di sbandamento di una Lazio onesta, anche sfortunata, ma solo lontana parente della macchina perfetta che aveva illuso mezza Roma. Anche se nel finale ha fatto tremare la Signora, eccome.

Maurizio Sarri, criticato e bistrattato dai vedovi Allegri, la sua grande soddisfazione se l’è levata. Ha centrato il primo, grande traguardo della sua carriera. Si dirà: facile, con questa squadra, troppo superiore in Italia. Mica vero, vincere non è mai facile e infatti ieri sera il tecnico toscano ha incassato anche la conferma per voce di Fabio Paratici. Timbrato l’ennesimo scudetto, resta l’esame di laurea, la Champions: per essere competitiva in Europa la Juve dovrà lavorare ancora, sveltirsi, diventare meno prevedibile. Ma ci sarà tempo.

Ramsey e Rabiot, i due oggetti ancora misteriosi, sono le sorprese nel mezzo di Sarri accanto a Bentancur mentre Dybala si riprende il posto a scapito di Higuain (dolorini nel riscaldamento per il Pipita) e Douglas Costa completa il tridente. Inzaghino, alle prese con infortuni e squalifiche, si rifugia nella coperta di Linus del 3-5-2 con Anderson novità sulla corsia di destra.

La prima grande occasione arriva al 10’ sugli sviluppi di un calcio di punizione, tocco in mezzo di de Ligt e colpo di testa di Alex Sandro che si stampa sul palo. Reazione immediata della Lazio, con movimento da pivot di Milinkovic che assiste Cataldi, piattone dal limite deviato che sfila di poco a lato. La sensazione è che la Juve, con pazienza, attenda soltanto l’imbucata buona, con la sua fitta trama di passaggi a ridosso del limite dell’area, ma non è facile contro una Lazio che si chiude con due linee estrette: difficile trovare spazio. Rabiot sta benone: al 35’ si beve il campo coast to coast e spara di sinistro, Strakosha oppone le mano. Sull’angolo si palesa anche Ronaldo, che di testa sfiora il montante. La Lazio non sarà al massimo, ma ogni tanto si ricorda di essere la novità più importante della stagione; al 44’ Immobile si trova sul destro la prima palla appetitosa della serata ed esplode dal limite: palo pieno, Szczesny non ci sarebbe mai arrivato. Si riparte nel segno di Dybala, che semina il panico e chiama Strakosha alla respinta, il tap in di Ronaldo viene spazzato via da Lazzari nei pressi della linea bianca. Al 48’ Ronaldo ci prova di sinistro, Bastos respinge con il gomito, probabilmente dentro l’area: Orsato ci vuol vedere chiaro e consulta il Var. E decreta il rigore, perchè l’impatto è avvenuto dentro i 16 metri. Ronaldo imbuca di giustezza.

L’harakiri laziale si completa al 53’, quando Luiz Felipe perde palla da ultimo uomo, Dybala si scatena in campo aperto e solo davanti a Strakosha concede a Ronaldo il gol numero 30 e il sorpasso a Immobile in vetta alla classifica cannonieri. Ora la Juve si diverte; traversa di testa di Ronaldo su chicca di Dybala. Ma non è finita: all’81’ Immobile ruba il tempo a Bonucci, è rigore che Immobile trasforma. Ma non basta: il tricolore resta allo Stadium. —

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