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Lotta più dura contro i “furbetti” dei rifiuti Scendono in campo gli ispettori ambientali

Lotta più dura contro i “furbetti” dei rifiuti Scendono in campo gli ispettori ambientali

Avranno il compito di informare ma possono anche sanzionare, particolare attenzione sarà rivolta al mercato del giovedì

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EMPOLI

Le tentazioni di definirli “sceriffi ecologici” o “sentinelle del decoro” è forte. La definizione, però, è ispettori ambientali. Vigileranno, anzi già vigilano da qualche giorno, su Empoli ma anche Fucecchio e Montelupo.

I furbetti dell’abbandono selvaggio dei rifiuti, insomma, hanno dei nemici in più. Due, al momento. Neanche troppo, è vero, ma è il primo passo. L’iniziativa, presentata dall’Assessore all’ambiente Massimo Marconcini e dal direttore territoriale di Alia Alessio Arrighi, sarà presto implementata. Gli ispettori ambientali, in stretta collaborazione ed accordo con la polizia municipale, garantiscono una costante attività di presidio, con azioni di informazione, deterrenza e constatazione di illeciti contro i comportamenti scorretti verso l’ambiente cittadino. Il loro lavoro è iniziato il 9 luglio scorso, fortemente voluto dal Comune per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e i comportamenti incivili che colpiscono il decoro pubblico. «Prima di tutto – sottolinea Marconcini – cercheremo di fare informazione, ma se non sarà recepita scatterà anche l’attività sanzionatoria».

Ad Empoli sono due gli ispettori impegnati sul territorio, Sergio Rosselli («sarà un lavoro lungo e complicato – avverte – ma darà i suoi frutti«) e Iolanda Aversa, con due turni operativi settimana: il giovedì, con azioni mirate di informazioni ai commercianti del mercato cittadino (sul quale sarà esercitata un’attenzione particolare), e il sabato, per verificare il rispetto delle norme contenute nel Regolamento comunale sulla gestione dei rifiuti. Potranno intervenire controllando il rispetto degli orari del “porta a porta”, ispezionare sacchi o materiali abbandonati al fine di rintracciare il responsabile e procedere con la redazione di un verbale di accertamento che potrà scaturire in un procedimento sanzionatorio da parte della polizia municipale, ma anche fare verbali a chi butta a terra mozziconi di sigaretta, ai proprietari di cani che non raccolgono le deiezioni degli animali o sul corretto utilizzo dei cestini. Le aree di intervento coinvolgeranno sia il centro della città che le zone periferiche. Accertata la violazione, come detto, redigono un verbale di accertamento, che viene trasmesso alla polizia municipale, cui compete la notifica al trasgressore: le sanzioni amministrative variano da un minimo di 25 euro ad un massimo di 619. Gli ispettori ambientali possono inoltre redigere relazioni su specifici reati penali.

Attualmente l’attività dei due ispettori si svolge il lunedì e il mercoledì a Fucecchio; il martedì a Lastra a Signa; il giovedì e il sabato a Empoli; il venerdì a Montelupo. «Sono contento che dopo lo stop forzato a causa del Covid, siamo riusciti ad implementare questo progetto a cui io e l'amministrazione comunale, sindaco in testa, teniamo molto. Ora abbiamo uno strumento per poter intervenire. Il mercato cittadino – spiega l’assessore Marconcini – sarà seguito per un po' di tempo perché vogliamo che non accadano più situazioni come quelle viste in passato. Poi, potremmo davvero intervenire sugli abbandoni e altre infrazioni. Empoli merita rispetto e possiamo fare tutti qualcosa. E, per questo, invito i cittadini a non segnalare semplicemente gli abbandoni su Facebook, ma ad avvertire il Comune, rivolgendosi all’Urp, o Alia tramite i canali istituzionali. App inclusa».

Cittadini che, nella maggioranza dei casi, si comportano correttamente. «La presenza dei due ispettori – precisa il direttore territoriale di Alia, Alessio Arrighi – è importante per costruire un presidio, a far arrivare in modo permanente le informazioni di servizio. Solo dopo, per coloro che continueranno ad avere comportamenti scorretti, ci saranno le sanzioni». Quelli corretti, di comportamenti, stanno nei numeri: Empoli il “porta a porta” oscilla tra l’85% e il 90%, gli abbandoni sono tra i 500 e i 600 chili, l’1% dei rifiuti prodotti e in calo rispetto al periodo dei cassonetti (dai 50 agli 80 metri cubi al giorno). Un problema, che comunque non giustifica né tanto meno permette l’abbandono dei rifiuti, è legato ai centri di raccolta. Prima chiusi e ora non un diverso regime. «Il lockdown è durato dal 20 marzo a fine maggio – spiega Arrighi – e alla riapertura c’è stato un picco di richieste di accessi. Però sono contingentati, per motivi di sicurezza. Abbiamo allargato l’orario d’apertura e aumentato le linee telefoniche cercando di rispondere alla crisi strutturale, che non neghiamo, in fase di riavvio. Ora possono entrare 8 persone ogni ora nei centri più grandi, 4 in quelli più piccoli. Serve programmazione. Anche per il ritiro degli ingombranti la lista d’attesa è più lunga, ma arriviamo da tutti. L’azienda, in piena pandemia, ha garantito i servizi per Rsa, hotel curativi e simili. Non si sono registrati casi, tra i nostri addetti. E, fatemelo dire, sono e siamo fieri del nostro personale. Da noi, da Alia, nessuno è fuggito».—



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di Redazione web