La protesta
Lippi tra sogno e realtà: «L’Atalanta potrebbe vincere la Champions. E quella notte a Berlino...»
L’ex ct azzurro ospite alla Versiliana: plaude anche al lavoro che sta portando avanti Roberto Mancini
I viareggini, ormai, sono abituati a vederlo gironzolare in bici per la città o fare le “vasche” in Passeggiata. Come se fosse uno fra tanti. Eppure, “con l’enfasi del caso”, sul palco del Caffè della Versiliana il conduttore Claudio Sottili ne ricorda i grandi traguardi. Ma lui, Marcello Lippi, non si trastulla troppo. Anzi: l’ex ct della nazionale campione del mondo si concede raccontando aneddoti su aneddoti che divertono il pubblico. E si sbilancia sull’attualità: l’Atalanta può mettere le mani sulla Champions League. «Quest’anno è diventata un torneo con gare secche senza andata e ritorno: l’Atalanta potrebbe anche vincerla, in questo momento sta benissimo e non parliamo di un periodo ristretto».
Lippi elogia Gasperini: «Lo conosco quando allenavo la Juventus lui era alla guida della Primavera, ogni tanto veniva in ritiro a darci una mano, una persona seria e competente. E poi la società ha sempre privilegiato le giovanili. Lo spirito è rimasto lo stesso, con la differenza che oggi ci sono più stranieri e bisogna essere bravi a trovare quelli giusti». Un’Atalanta «che è la fidanzata degli sportivi italiani: non può non piacere per il modo in cui gioca». E sulla Juve? «Cosa vuoi che pensi? Tutto il bene possibile: è prima con sei punti di vantaggio, se batte il Lione è nei quarti di Champions, ha vinto gli ultimi sette campionati… Ha uno dei migliori giocatori al mondo e uno che mi piace tantissimo che è Dybala perché ha dimostrato grande carattere».
Da ex ct plaude al lavoro che sta portando avanti Roberto Mancini. «La nazionale la vedo molto bene in prospettiva. Rispetto ai miei tempi si ritrova una Serie A con molti più stranieri, il suo lavoro è più difficile. Ha trovato un gruppo di 18-20 ragazzi bravi, quasi tutti titolari nelle loro squadre, e ha mandato un messaggio forte convocando gente che non aveva ancora debuttato in Serie A, vedi Zaniolo». Non manca uno sguardo al futuro con il Marco Polo Sporting Center, la struttura polivalente che sta sorgendo a Viareggio: «È un bel progetto, ci saranno una piscina da 25 metri, un campo di calcio in erba sintetica di ultima generazione, campi per gli sport sulla sabbia e per il paddle. Credo sia importante per tutta la Versilia».
Al di là dei trionfi con la Juventus e la sfortunata parentesi all’Inter, Lippi nell’immaginario collettivo è soprattutto il ct che ha portato l’Italia sul tetto del mondo nel 2006 in Germania. E l’aneddotica in materia è ampia, specie sulla magica notte di Berlino. Lippi non si tira indietro: «Nella mia carriera ho concluso tre grandi competizioni ai rigori, fra cui due finali di Champions: a Roma contro l’Ajax meritavamo la vittoria, e tutti volevano batterlo. Nel festeggiare mi si ruppero gli occhiali da vista e a Berlino ho avuto l’accortezza di infilarli nella tuta prima di darmi alla pazza gioia: li ha voluti il direttore del museo della Fifa a Zurigo, glieli ho dati. A Manchester contro il Milan, una sconfitta che ancora mi brucia, nessuno voleva batterli. Si avvicinò Trezeguet che mi disse ‘Oh, io lo tiro’: sembrava che mi facesse un favore... Quando a Berlino lo vidi avvicinarsi al dischetto pensai ‘Te mi devi qualcosa’. E infatti lo sbagliò». E giù risate.
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