Gioco
L’assoluzione del Manchester City fa arrabbiare Mourinho e Klopp
e ora il club di guardiola irrompe sul mercato
LONDRA
La sentenza del Tas, che ha riammesso il Manchester City in Champions League, ha sollevato reazioni stizzite e polemiche tra i manager della Premier, come Josè Mourinho che l'ha definita «una vergogna». Ma il tecnico portoghese non è stato l'unico ad esporsi contro il verdetto di Losanna: Jurgen Klopp ha parlato di una giornata «non buona per il calcio». Giudizi ai quali ha prontamente replicato Pep Guardiola, difendendo l'operato del suo club, dicendosi «incredibilmente felice per la decisione che mostra che tutto quanto detto dalla gente sul club non era vero». Quindi l'attacco ai numerosi critici: «Abbiamo il diritto di difenderci perché abbiamo sempre creduto di operare in maniera corretta. Ora la gente la smetta di parlare, altrimenti che vada in tribunale a dimostrare il contrario». Il primo a scagliarsi contro l'assoluzione del City è stato Mourinho: «È una sentenza vergognosa perché se il City non fosse colpevole, non verrebbe punito con 10 milioni di multa. Se sono colpevoli, allora la sentenza è una vergogna e dovrebbero essere espulsi dalla competizione. Non so se il City sia colpevole o no, ma in entrambi i casi è una decisione vergognosa». Altrettanto esplicita la presa di posizione di Klopp, pur riconoscendo che da un punto di vista personale si tratta di una decisione che avvantaggia il suo Liverpool: «Se il City avesse saltato la Champions, con tante partite in meno da giocare, non avrei visto alcuna possibilità per qualsiasi altra squadra in Premier League». Ma resta negativo il suo giudizio sulla sentenza: «Il Fair play finanziario è una buona idea, serve a proteggere le squadre e la competizione, in modo che nessuno spenda troppo. L'alternativa è una superlega di sole 10 squadre europee dove conterà solo chi spende di più».
Intanto, scampato il pericolo, il Manchester City, senza abdicare al sogno Messi, sta pianificando un mercato sontuoso, da oltre 170 milioni di euro, per tornare a primeggiare anche in Premier. Ma la priorità resta il prolungamento del contratto di Guardiola, in scadenza nel giugno 2021. Il rinnovo del tecnico catalano, ormai una pura formalità attesa nei prossimi giorni, è il primo segnale delle rinnovate ambizioni del City, che ha già blindato tutte le sue stelle, De Bruyne, Sterling e Gabriel Jesus. E ora è pronto all'ennesima estate da nababbo del calcio continentale. Da Alaba del Bayern a Koulibaly del Napoli, sono tutti grandi nomi quelli richiesti da Pep. Per l'attacco due i nomi caldi: il giovane talento del Valencia Ferran Torres, 20 anni, e Lautaro Martinez, 22 anni, che il City spera di strappare al Barcellona.
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