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Ci sono altri due atleti positivi ma l’Nba va avanti nella “bolla”
Le 22 squadre sono già a Disney World dove tutto è pronto per la ripresa Il 30 luglio via con Utah-New Orleans e Clippers-Lakers, derby di Los Angeles
ROMA
La Florida segna il record di casi di Coronavirus, ma l'Nba non dà segni di resa: ci sono due cestisti positivi alla prima serie di controlli effettuati tra i 322 giocatori delle 22 squadre che prenderanno parte alla fase finale del campionato di basket professionistico, al via dal 30 luglio a Disney World a Orlando. I due positivi rimangono in isolamento ai margini della “bolla” creata dall'Nba, e si aggiungono ai 19 positivi che non sono neanche partiti per il ritiro in Florida. Tra loro c'è Russell Westbrook, che nelle scorse ore ha reso nota via social la sua positività e che ha sottolineato la sua volontà di essere a Orlando con i compagni non appena sarà riuscito a lasciarsi alle spalle la malattia. Per ragioni di privacy, le franchigie Nba non hanno ufficialmente comunicato la lista dei giocatori arrivati a Orlando, tenendo così riservati i nomi di chi è risultato positivo. Sono diversi però gli interrogativi che accompagnano l'assenza a Disney World di James Harden ad esempio, mentre in casa Nuggets è sempre più lunga la lista dei giocatori indisponibili: oltre a Nikola Jokic - risultato positivo in Serbia - mancano all'appello Michael Porter Jr., Gary Harris e Torrey Craig.
Saranno passati 140 giorni fra l'ultima partita della stagione regolare - giocata a Oklahoma City prima dello stop per pandemia - e Utah-New Orleans e il derby di Los Angeles Clippers-Lakers che, il 30 luglio nella “bolla” di Disney World, segneranno la ripresa del campionato delle superstar dei canestri. In un modo, va detto, che nessuno avrebbe mai immaginato se non fosse stato per il virus, con il grande luna park itinerante dell'iperbasket che si sposta e gioca nel parco divertimenti per antonomasia. E' quasi un sogno, se non fosse che la Nba ripartirà fra perplessità e mugugni, e in uno Stato, la Florida, dove il numero di contagiati dal coronavirus continua a salire fino al record giornaliero di lunedì, 15 mila in un giorno.
Ma la decisione di riprendere è stata presa, e indietro non si torna, nonostante i due nuovi positivi, Anche se la situazione è molto peggiore, valgono le stesse regole di quarantena light dei maggiori campionati calcistici europei: se ci sono dei positivi, vengono isolati e messi in quarantena soltanto loro, mentre le squadre di appartenenza continuano ad allenarsi e, quando sarà, a giocare. Le regole, ha ribadito il “commissioner” Adam Silver, sono ferree: «Se a Disney World spunterà qualche giocatore positivo al Covid, prevediamo almeno due settimane di quarantena».
Le 22 squadre Nba sono già tutte a Disney World A preoccupare ulteriormente i medici dei vari team c'è il fatto che, per chi tornerà in campo dopo il virus (vedi Westbrook con Houston) sono sconosciuti gli effetti sulla capacità polmonare e la tenuta cardiaca. Il problema è stato fatto presente, però “the show must go on”, quindi si giocherà cercando di capire se davvero, alla fine, per il titolo si sfideranno Milwaukee Bucks e Los Angeles Clippers o Lakers: i pronostici non cambiano anche in mezzo alla pandemia, e l'unica certezza è che il campionato deve finire entro la data-limite del 12 ottobre. Le 22 squadre (Bucks, Raptors, Celtics, Heat, Pacers, Sixers, Nets, Magic, Wizards, Lakers, Clippers, Nuggets, Jazz, Thunder, Rockets, Mavs, Grizzlies, Blazers, Pelicans, Kings, Spurs e Suns) giocheranno ognuna 8 partite di regular season, così verrà superato il limite dei 70 match stagionali che è la condizione per avere la garanzia del pagamento dei diritti tv. I playoff scatteranno una volta definite le 16 squadre partecipanti, con serie sempre al meglio delle 7 partite. Le partite inizieranno a partire dalle 13 ora di New York e proseguiranno per tutta la giornata fino all'ultima che comincerà alle 21 sempre di NY.
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