Gioco
Ugo Gori, mediano di mischia fra i migliori tre in Francia
Il trentenne pratese che gioca nel Colomiers è stato inserito al top della classifica dal sito web Rugbyrama che fa riferimento alle votazioni dei tifosi transalpini
PRATO. La prima stagione estera di Edoardo “Ugo” Gori, trentenne rugbista pratese con sessantanove presenze in nazionale, sembrava essere la riproposizione sportiva della favola del brutto anatroccolo, dove la parte del pennuto la fa Colomiers, storico club transalpino all’apice del rugby europeo sul finire del secolo scorso, che nell’arco di dodici mesi si era ritrovato da una salvezza stentata in ProD2, la seconda serie francese, al primo posto in classifica con ampio vantaggio e la conseguente quasi certezza di accedere nel 2020/21 al Top 14 il campionato più ricco, importante, seguito e probabilmente anche bello del mondo. Purtroppo il Covid-19 ha interrotto il sogno del club del paese dell’Alta Garonna, immerso nella campagna dell’entroterra francese, un luogo dove si respira profumo di baguette di palla ovale, ma non quello di Edoardo Ugo Gori che negli ultimi mesi, al di là del risultato sportivo del club, si è ritrovato protagonista di una sliding doors in positivo come pochi precedenti. Gori, dopo la scadenza di contratto con Treviso, era giunto a Colomiers nel giugno scorso su suggerimento dell’ex ct azzurro Brunel, consulente del club francese alla ricerca di un mediano di mischia, una telefonata arrivata nell’istante opportuno più che nel momento giusto: «Stavo per andare a Mogliano e tornare a giocare nel campionato italiano rinunciando alla carriera da professionista, - racconta Ugo - avevo accettato la proposta e trascorso il fine settimana sarei andato a firmare quando ho ricevuto una chiamata da un numero di telefono sconosciuto, era Brunel che mi chiedeva se fossi interessato ad una esperienza in Francia in un club di ProD2 in cerca di un mediano esperto». Il karma di Gori, falcidiato dagli infortuni in giovane età, probabilmente ha virato perché il rugbista pratese accetta la proposta del club francese nel quale si rilancia oltre ogni immaginazione fornendo prestazioni di qualità e mettendo minuti su minuti nelle gambe, riuscendo a registrare una continuità di performance che lo ha portato ad essere inserito da Rugbyrama, il sito web di riferimento per i tifosi rugbisti transalpini, tra i tre migliori mediani di mischia del campionato 2020. «Sono classifiche e sondaggi che fanno piacere – commenta Ugo – ma che lasciano il tempo che trovano, non ho visto come mi sono classificato alla fine, gioco a rugby per divertirmi e la soddisfazione di essere tra i selezionati è già sufficiente, mi trasferisce la sicurezza di aver svolto bene il mio compito in un contesto nuovo e poi i premi individuali in uno sport di squadra come il rugby mi sono sempre sembrati distraenti». Gori fu eletto nel 2015 miglior atleta azzurro da Rugby1823, uno dei blog “ovali” di riferimento in Italia, ma da allora non ha perso la modestia «credo che questi anni di carriera mi abbiano insegnato che il rugby è una parte importante della vita, che ti può formare e preparare al futuro, non l’unica cosa che conta». Parole sagge di un ragazzo che a trent’anni è nel pieno della maturità sportiva, ma che guarda già oltre: «Sono felice a Colomiers, gioco più spensierato, non ho la pressione interna di Treviso - spiega Gori - lì la competizione ti portava ad esasperare certi aspetti ed a posteriori mi sono reso conto che forse è un freno. L’essere uno sportivo professionista è una conseguenza del piacere e del divertimento insito nel gioco rugby, quando questo passa in secondo piano può succedere anche di perdere abilità nel gioco». In questi giorni sono uscite le convocazioni del coach della nazionale Franco Smith, confermato il 30 maggio scorso come head coach fino al mondiale 2023, per il primo raduno in vista della prossima stagione, convocazioni riservate agli atleti che giocano nelle squadre italiane e che quindi non potevano includere la presenza di Gori che ammette di non puntare a rientrare nel gruppo ma di sentirsi sempre disponibile per dare il proprio contributo alla maglia azzurra. «L’ultima presenza risale al Sei Nazioni 2019 - spiega Gori - adesso c’è un nuovo allenatore che inizia un ciclo in vista di un appuntamento molto sentito come i mondiali in Francia. Credo sia giusto ripartire dai giovani e ho visto che ne sono stati chiamati molti, da parte mia la volontà di giocare in azzurro non mancherà mai, ma devo essere cosciente che c’è un momento per ogni cosa e forse adesso è bene concentrarsi su altro». Sicuramente Ugo Gori si riferisce anche all’Università, o meglio al conseguimento della laurea in economia e management: «Sono quasi giunto alla fine del percorso di studi – commenta Edoardo detto Ugo fin dall’under 8 del Gispi Prato – devo preparare la tesi e poi diventerò Dottore, un traguardo che a vent’anni non avrei mai immaginato». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
