Il Tirreno

Sport

IL POSTICIPO DI SAN SIRO 

Paperissima e riscatto la solita psyco-Inter 12 minuti di furore ribaltano il buon Toro

Paperissima e riscatto la solita psyco-Inter 12 minuti di furore ribaltano il buon Toro

Handanovic, che infortunio: Belotti manda i granata in fuga Ripresa a senso unico: tre gol e Conte risale al secondo posto

2 MINUTI DI LETTURA





MILANO

Dopotutto, è secondo posto, a livello-Lazio. Dopotutto la quota 80 punti, che non tocca da 10 anni, si fa sempre più possibile. Dopotutto c’è vita anche senza Lukaku, Candreva, Barella, Sensi. Dopotutto c’è la suggestione dell’Europa League. Insomma, dopotutto la stagione dell’Inter potrebbe anche non essere così fallimentare come le Cassandre che svolazzano attorno ad Appiano vorrebbero far pensare. Certo, gli errori individuali che secondo Conte hanno tarpato le ali al suo progetto continuano, ieri è toccato ad Handanovic. Ma piano piano, liberatasi dalle paure, l’Inter ha fatto vedere di essere viva. E nel giro di 12 minuti ha ribaltato un match che si faceva complicato. Resta la grana tattica, enorme, di Eriksen, strapagato asso che langue in panchina, ormai fuori dal progetto tattico.

Accade anche ai top, è accaduto ad Handanovic. Dopo 17 minuti di assoluto controllo da parte dell’Inter, che sembra avere voglia e gamba, il totem sloveno la combina che più grossa non si può. Su un calcio d’angolo del tutto innocuo, forse spaventato dalla vicinanza di Belotti, Handa si lascia sfuggire la palla dalle mani come un portierino alle primissime armi. Troppa grazia per il Gallo, che a un metro dalla porta si limita a metterla dentro. Un gol che fa record, perchè a segno per sei partite consecutive ci erano andati soltanto Immobile e Rizzitelli. L’Inter è costretta così a vivere un’altra delle sue serate paradossali, perchè quando si parla dei nerazzurri di normale non c’è mai niente. Conte è una furia, ma le sue scelte non pagano: centrocampo compassato, possesso insistito ma quasi sempre orizzontale, Sanchez impalpabile, il solo Lautaro ha voglia di invertire la tendenza. Ma Sirigu, a parte un paio di parate basse, vive un primo tempo abbastanza sereno e il Toro, disposto con un robusto 3-5-2, si ritira nel suo guscio senza soffrire troppo.

Conte non cambia, ed è un chiaro segnale ai suoi: assumetevi la responsabilità. E la squadra reagisce: al 48’ splendida sponda di Lautaro per Young che da dieci metri tuona a rete, imparabile per Sirigu. E al 50’ il ribaltone è servito: l’azione è la stessa, col cross sul secondo palo, la torre stavolta di Sanchez e il colpo decisivo, sempre di testa, dell’uruguagio Godin: Toro schienato, in tre minuti. Senza la scimmia della paura sulla spalla, l’Inter ritrova per incanto meccanismi e brillantezza: e al 60’ Lautaro, era ora, ritrova il feeling con il gol, cercando un pallonetto di destro che, probabilmente deviato, plana nella porta di Sirigu. Il Toro ha cuore e scuote la traversa col solito, irriducibile Gallo. E nel finale, a punteggio acquisito, Conte offre uno scampolo anche all’amletico Eriksen. Il meno felice della serata... —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web