La manifestazione
La banalizzazione dei rigori
L'opinione. Non è che i nostri arbitri sono stati indirizzati a un’applicazione eccessivamente "pignola" del regolamento? E poi va bene che le regole si applicano. Ma le regole si possono anche cambiare, no?
C’è un regolamento e va applicato. A termine di regolamento i due rigori alla Juventus ci stanno. Eppure la partita di sabato sera ha lasciato l’amaro in bocca a chi l’ha vista senza essere tifoso di una delle due squadre. Da una parte due belle azioni per arrivare al gol, dall’altra due contatti molto fortuiti hanno sortito lo stesso effetto. Intendiamoci, non c’entrano Juve o Inter o Roma. Juventus-Atalanta è stata il punto d’arrivo di un andazzo che caratterizza sempre più la Serie A: la banalizzazione del rigore, il proliferare di penalty che da soli decidono o a volte fanno il tabellino di una partita. E questo soprattutto per le nuove regole sul fallo di mano.
Lo dicono i numeri: in questa stagione è stato polverizzato ogni record, siamo già a quota 156 rigori e mancano ancora sei giornate alla fine. L’anno scorso erano stati 121 in tutto il campionato. I rigori per i falli di mano hanno dato una forte spinta, insieme all’uso intensivo del Var che coglie anche le vibrazioni di un dito. Ma questo regolamento e la sua applicazione severissima, quasi pedante, sferra un colpo all’etica del calcio, se così si può dire. Perché un rigore è una punizione seria, che può decidere una partita. Le statistiche ci dicono che nell’83% dei casi è gol. E allora va bene per un calciatore atterrato in area, per un fallo pericoloso, per un fallo di mano volontario o che ostacola un’azione importante. Ma se il quasi gol deve scattare anche per una falange di mignolo che tocca il pallone mentre questo sta uscendo dall’area, mi pare che ci sia un’evidente sproporzione tra il fatto in sé e l’effetto che produce. Ormai si vedono giocatori che calciano di proposito addosso all’avversario in area, convinti che un rigore ci può venir fuori, su ogni rimpallo si alzano selve di mani a chiedere un contatto da rigore. Le regole si rispettano, ovvio. Ma c’è un’altra statistica che lascia perplessi . In serie A è stato assegnato il doppio dei rigori concessi nella Premier League inglese, tradizionalmente votata a un calcio offensivo e fisico.
Allora c’è qualcosa che non torna. Non è che i nostri arbitri sono stati indirizzati a un’applicazione eccessivamente "pignola" del regolamento? E poi va bene che le regole si applicano. Ma le regole si possono anche cambiare, no?
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