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La Lazio non c’è più, cade anche a Lecce e il sogno scudetto diventa un incubo

La Lazio non c’è più, cade anche a Lecce e il sogno scudetto diventa un incubo

Succede di tutto in Puglia: Mancuso segna e gli viene annullato il gol, poi sbaglia un rigore. Lucioni segna la rete decisiva

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LECCE

La Lazio non c’è più. Seconda sconfitta consecutiva per la formazione di Inzaghi che vede sempre più allontanarsi il sogno scudetto. Il Lecce, invece, esce dalla zona rossa.

Inzaghi non cambia il 3-5-2 di partenza, due le novità rispetto allo 0-3 contro il Milan: Immobile e Caicedo tornano dalla squalifica e formano il tandem d’attacco. Luis Alberto arretra a centrocampo dove non parte dall’inizio Milinkovic-Savic. Assente Correa, Jony preferito a Lukaku con Lazzari sulla fascia opposta. Confermata la difesa con Patric, Acerbi e Radu.

Nel Lecce, 4-3-2-1 senza lo squalificato Tachtsidis sostituito da capitan Mancosu che rientra dall’inizio. Confermata la difesa e il resto del centrocampo rispetto al 4-2 incassato dal Sassuolo, cambia invece la trequarti: Falco e Saponara schierati alle spalle di Babacar.

Passano appena due minuti e il Lecce passa. La rete di Mancosu è splendida, lapalla si infila nel sette, ma il Var invita Maresca a controllare: c’è un tocco di mano, gol annullato. E, come spesso accade, a passare allora è la Lazio: è il 5’ minuto, Caicedo sfrutta il grave errore coi piedi di Gabriel: fondamentale la pressione di Immobile, Parolo non trova il guizzo vincente a differenza dell'attaccante ecuadoriano.

Il Lecce, però, è in partita, pressa e costruisce gioco, in mezzo si fa preferire. E così, a metà tempo, arriva un meritato pareggio. La firma di testa è di Babacar (terza rete in campionato), ma l'iniziativa dalla destra è di Falco che sfugge ad Acerbi e mette al centro un cross perfetto: non sbaglia il centravanti giallorosso.

Ora la Lazio sbanda, il Lecce trova coraggio, continuanando a non limitarsi a difendere, ma proponendosi spesso in avanti. Così nel finale di tempo ecco il rigore per il Lecce (47’): pallone perso da Patric che poi interviene in scivolata sul cross di Calderoni: corpo e braccio nel rimpallo. Maresca fischia, poi va al Var e conferma. Sul dischetto, però, lo specialista Mancosu si fa ipnotizzare da Strakosha e spara la palla in curva.

Inzaghi capisce che deve cambiare qualcosa e a inizio ripresa mette dentro Luiz Felipe, Lukaku e Milinkovic-Savic al posto di Radu, Jony e Leiva. È però ancora il Lecce a farsi preferire. Prima Mancosu sfiora la rete con un gran tiro da fuori, poi arriva la seconda rete dei pugliesi.

È il 48’: corner battuto da Saponara, ci mette la testa Lucioni ad anticipare Acerbi, schiacciando la palla a terra.

La Lazio si riversa nella metà campo del Lecce, il risultato serve davvero a poco per sperare ancora nello scudetto. Al 58’ ci va vicino- Milinkovic-Savic: il neo-entrato biancoceleste dagli sviluppi di un corner tocca col destro ma la palla sorvola la traversa di Gabriel. Poco dopo (70’) Petriccione salva sulla linea, ma dall’altra parte Strakosha salva su Mancosu: gran riflesso, poi Acerbi s'immola su Majer. All’84’ altro grosso errore di Gabriel, Immobile non ne approfitta. Entra Adekanye e si fa subito notare per un colpo di testa a due metri dalla porta, il riflesso di Gabriel è incredibile (87’). Ora la Lazio è stanca, ma il recupero è infinito (7 minuti, che poi diventano 9) e c’è il tempo per espellere Patric (93’). È il Var a chiamare Maresca per un morso sul braccio a Lucioni. Allo scadere salva ancora Gabriel su colpo di testa su Milinkovic Savic, ma non c’è più tempo. E anche la Lazio non c’è più.



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