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La Juventus si butta via in dieci minuti Milan da applausi, campionato aperto

Bianconeri avanti 2-0 al 53’, poi i rossoneri accorciano su rigore per mano di Bonucci e ne fanno altri tre in fila

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MILANO

Pazzesco calcio. La Juve pare avere lo scudetto in tasca, poi si addormenta, sparisce dal campo e il Milan ne infila quattro in una manciata di minuti. Come successe a Firenze nel 2013 (e la Juve vinse lo scudetto). Così la squadra di Pioli, dopo la Lazio, castiga anche la Juventus e le distanza in vetta restano le stesse, sette punti di vantaggio per i bianconeri e campionato ancora aperto.

La partita inizia con un omaggio a Ennio Morricone: l'ingresso delle squadre in campo è accompagnato dalle note di “Deborah's Theme”, il brano della colonna sonora di “C'era una volta in America”. Senza De Ligt e Dybala, Sarri schiera Rugani in difesa, mentre Higuain è al centro dell'attacco affiancato da Cristiano Ronaldo e Bernardeschi. A centrocampo preferito ancora una volta Rabiot a Matuidi. Nel Milan il ballottaggio Ibra-Rebic è stato risolto: giocano entrambi dal 1', anche se lo svedese si piazza fra le linee e cerca la palla già da metà campo. Calhanoglu non ce la fa, spazio a Paquetà e conferma per Saelemaekers.

Le squadre si affrontano a viso aperto, i ritmi sono alti, anche se le occasioni, a parte un tiro a giro di Ronaldo, sono poche. Per il Milan ci prova due volte Ibra, ma senza potenza. Nel finale della prima frazione cresce la Juve, passando spesso per Cuadrado: ha la palla buona Danilo, poi due angoli in fila, ma il Milan si salva. Nel finale di tempo è decisivo Theo Hernandez su Higuain, poi Ibra segna, ma è in fuorigioco.

A inizio ripresa Pioli rischia Calhanoglu per un Paquetà anonimo. Ma la Juve passa subito, con un’azione devastante di Rabiot: 40 metri palla al piede e sinistro nel sette (47’). E passano meno di sei minuti e la Juve raddoppia: lancio di Cuadrado, la difesa del Milan si addormenta e Ronaldo la mette alle spalle di Donnarumma (53’). Una carambola Rebic-Bonucci regala un rigore al Milan, con il Var, Ibra trasforma (62’). E la partita cambia: passano tre minuti e Kessié pareggia (65’). Poi Leao fa 3-2 (67’), pazzesco. Sarri cambia tutto: escono Higuain, Rabiot e Pjanic, entrano Matuidi, Ramsey e Douglas Costa, poco dopo anche Alex Sandro. E proprio il brasiliano regala la quarta rete al Milan: passaggio a... Rebic in area, che segna (81’). —

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di Redazione web