Toscana
Ora Accardi mette in guardia l’Empoli: «A contare è sempre la prossima sfida»
Il direttore sportivo è soddisfatto della prova di Venezia ma non vuole cali di tensione in vista della gara contro il Frosinone
EMPOLI. Sosteneva John Keats, gigante della poesia (britannica e non solo) del IXX secolo, che «se la vittoria ha molti padri, la sconfitta è orfana».
E quella dell’Empoli a Venezia, la prima del dopo lockwon, non fa eccezione. Tanti protagonisti, da Mancuso che ci ha messo la firma con due reti a uno Zurkowski sempre più convincente passando per le prove dei senatori Maietta e Antonelli. Così tanti, insomma, che alla fine prende corpo il sospetto che la “strigliata” della società, quella dopo il pari di Pescara, il suo effetto lo abbia avuto, eccome. Ma a questa tesi non crede proprio il protagonista dell’episodio, il direttore sportivo Pietro Accardi. Ovvero l’uomo che materialmente, martedì scorso, con la squadra aveva parlato nel chiuso dello spogliatoio. Cosa sia siano detti non è dato da sapere (quel che succede a Las Vegas rimane a Las Vagas vale anche per le squadre di calcio...), ma come detto ora il dirigente non pone l’accento sull’episodio. Anzi. «Dopo un periodo di stop forzato come quello che è capitato in questa stagione – sottolinea – non era né automatico né semplice farsi trovare subito pronti. È servito un minimo di rodaggio, all’Empoli e non solo. Per ora siamo soddisfatti di quello che abbiamo visto venerdì a Venezia».
Del risultato, ovviamente, perché la vittoria serviva come l’aria ma non solo di quello. Gli azzurri, infatti, sono stati ben piantati dentro la gara dall’inizio alla fine, anche nella fase centrale del primo tempo quando gli errori di misura non sono mancati. «Sicuramente era importante tornare a vincere – conferma il direttore sportivo azzurro – ma altrettanto lo era arrivarci in un certo modo. E così è stato. Abbiamo un gruppo che ha qualità, credo che su questo ci sia poco da ridire, ma da sole le qualità non bastano per vincere le partite. Servono e aiutano, naturalmente, ma per farle valere devi metterci anche altro. L’atteggiamento, la voglia. Tutte cose che a Venezia ci sono state e si sono viste bene».
Già. In tanti episodi del match. Come le due palle sradicate dai piedi degli avversari (Bandinelli nel primo caso, Zurkowski nel secondo), che hanno scavato il solco producendo i gol, ma anche - ad esempio - nell’ottimo impatto di chi è subentrato (Frattesi e Moreo). Guai, però, a pensare che ora basti questo. «La partita più importante è sempre la prossima – sentenzia Accardi – quella di Venezia è andata ed è andata bene, ma c’è un solo modo di dargli davvero un senso: deve essere il primo mattoncino per costruire un finale di stagione all’altezza delle nostre possibilità e delle nostre aspettative».
Traduzione: vietato mollare. Anche perché dietro l’angolo c’è un avversario, il Frosinone, che già all’andata ha fatto male, molto male all’Empoli. «Ormai tutte le partite sono importanti e tutte sono difficili – conclude il dirigente – quindi vanno affrontate con l’atteggiamento giusto. A Venezia è successo, quindi può e deve succedere anche venerdì sera col Frosinone».
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