Il dolore
L’Atalanta non si ferma più ora punta il terzo posto
CAGLIARI
L'Atalanta vince ancora, anche cambiando sette giocatori su undici. Per la squadra di Gasperini arriva a Cagliari l'ottava vittoria consecutiva, che la porta a un solo punto dal terzo posto dell'Inter: gioco e mentalità ci sono sempre. Anche tenendo inizialmente fuori gente come Gosens, Gomez, Ilicic e Zapata. Anche con un Tameze lanciato a sorpresa davanti alla difesa: ottima partita del franco-camerunense che finora aveva accumulato solo tre presenze, mai dall'inizio.
Se il campionato fosse più lungo verrebbe da dire che la vera anti Juve è proprio l'Atalanta: il problema è che tra bianconeri e nerazzurri ci sono 15 punti. E mancano otto partite. Unica pecca: due pali, ma “solo” un gol (i tifosi avevano fatto l'abitudine alle scorpacciate) su rigore, quello decisivo di Muriel. E qualche affanno nel finale con il Cagliari che in dieci ha rischiato il pari.
La squadra ospite è una macchina che mette in moto e parte. Sino a quando il Cagliari è in undici c'è anche partita perché comunque la squadra di Zenga è coraggiosa e ha un Simeone che fa davvero paura: al 12' il Cholito segna anche uno splendido gol. È il Var però ad annullare tutto per un tocco di mano, seppur attaccata al corpo. Poi l'episodio decisivo con Carboni che frana addosso a Malinovskyi in area. È il 26': espulsione e rigore, realizzato da Muriel, sedicesimo gol, undici in trasferta.
L'Atalanta, che già comandava prima, gioca quasi a una porta. Solo nel finale il Cagliari ha buone occasioni, con Joao Pedro e nel recupero con Nandez e il neo entrato Ragatzu. —
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