Gioco
È un campionato rigoroso, numeri da record. Mai nella storia così tanti tiri dagli 11 metri
Nuove regole più punitive, l’uso massiccio della tecnologia. Ma intanto i penalty assegnati sono già 152, il doppio che in Inghilterra
Se non sarà un campionato deciso dai rigori di certo sarà segnato dai tiri dagli undici metri. Almeno per il numero, ormai esorbitante, tanto da diventare un caso. A otto giornate dalla fine sono stati 152 i penalty decretati nelle 300 gare giocate. Rappresenta il nuovo record assoluto per quello che riguarda i campionati di Serie A a girone unico. L’attuale media di 5,03 penalty a giornata è molto superiore ai 3,68 che rappresentavano il precedente record assoluto stabilito nella stagione 1949-50 (in cui vennero assegnati 140 rigori nel corso del campionato). L'anno scorso in tutta la stagione sono stati assegnati 122 rigori (con una media a giornata di 3,02). Andando di questo “passo” potremmo arrivare a raggiungere i 180 tiri dal dischetto nel corso di questo torneo. Ci si può chiedere se sia uno degli effetti del Var o un atteggiamento interpretativo dei nostri arbitri. Di certo non basta far riferimento alle nuove regole molto punitivi sui falli di mano in area, perché quelle valgono dappertutto eppure in Inghilterra, dove si gioca anche un calcio molto fisico, sono stati fisciati 73 rigori la metà che nel campionato italiano. «Negli altri campionati cascano meno - è a spiegazione di Renzo Ulivieri, presidente dell'associazione italiana allenatori - Bisogna capire se c'è l'intervento sull'attaccante o se qualcuno ”si fa fare” l'intervento. Il meccanismo è abbastanza semplice e andrebbe applicato. Chi subisce il fallo dal difensore è giusto fischiarlo ma chi induce l'intervento va ammonito e secondo me andrebbe anche espulso e tenuto fermo per almeno tre giornate». Tra l'altro qualche telecronaca tenta di condizionare l’andamento del Var. «L'applicazione delle regole è differente da prima - continua Ulivieri - se pensiamo alle sfide tra Maradona e Gentile ai mondiali dell'82, quello di oggi è un'altro calcio. Il fallo di mano viene sanzionato con molta attenzione anche grazie al Var che può essere visto più volte. E questo rende più facile assegnare il rigore». Tra le squadre che hanno avuto più rigori a favore c'è la Lazio con 15, a seguire il Genoa 14, il Lecce 12, Juventus, Inter e Sampdoria a 10, Fiorentina e Roma con 9, Torino e Atalanta 8, Spal e Verona 7, Milan, Cagliari e Bologna 6, Sassuolo 5 e chiudono con 3 Brescia, Napoli e Parma mentre l'Udinese non ha mai calciato dagli 11 metri. Per i rigori a sfavore è il Lecce a comandare con 12 penalty contro, il Brescia e Parma a 10, Juve, Sassuolo, Torino, Genoa e Torino a 8 mentre sono Atalanta e Inter ad avere avuto meno rigori contro (quattro).
Ma nelle 43 partite giocate in Serie A dal ritorno in campo post-Covid, il dato che è subito saltato all'occhio è il numero di calci di rigore concessi dai direttori di gara. Ben 32, di cui dieci solo nella giornata appena conclusa. Una media di 0,74 rigori a partita, praticamente uno ogni partita e mezza. Numeri nettamente superiori rispetto ai penalty assegnati prima dello stop. C’è da chiedersi se il fatto di giocare a porte chiuse, senza pubblico, possa avere un riflesso sulle scelte dell’arbitro.
«La tecnologia si è rivelata un supporto nel concedere alcuni calci di rigore che, probabilmente, senza l'aiuto della Var Room gli arbitri non avrebbero assegnato - conclude Ulivieri - E ripeto, va bene la tecnologia ma cerchiamo di vedere anche chi fa il furbo». Rispetto alla prima parte del campionato, dal ritorno in campo è cambiata anche la percentuale dei rigori realizzati. Su 32 rigori, 28 sono stati messi a segno: vale a dire l'87,5%. Appena quattro errori: gli ultimi in ordine di tempo quello di Lautaro Martinez contro il Bologna (il primo rigore sbagliato quest'anno dall'Inter) e quello di Pinamonti contro l'Udinese, poi ribadito in porta dallo stesso attaccante. Prima dello stop, invece, la percentuale di rigori realizzati era del 81,66%: 98 reti contro 22 errori. Ad oggi ancora quattro squadre non hanno ancora sbagliato un rigore: sono Juventus, Milan, Brescia e Napoli. Il Parma, invece, vanta la percentuale di realizzazione più bassa: appena il 33,3%. Infine, tra gli arbitri il primato è condiviso da Rocchi e Massa: entrambi hanno assegnato finora 13 rigori.
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