Italia
Tre sberle del Milan e la Lazio va a fondo Il sogno sfuma sotto la tempesta perfetta
La squadra di Pioli è concentrata e concreta: difende con ordine e punge. Biancocelesti quasi mai pericolosi: Juve a +7
ROMA
Il sogno scudetto della Lazio evapora nella notte dell’Olimpico sotto la tempesta perfetta messa in scena da un Milan concentrato, giudizioso e concreto come forse non si è mai visto quest’anno. In un’ora di gioco Calhanoglu, Ibrahimovic e Rebic firmano un successo netto e strameritato.
Correa e Luis Alberto come inedita coppia di attacco per le contemporanee squalifiche di Immobile e Caicedo, per la squadra di Inzaghi. Mentre Pioli si affida a Ibrahimovic dall’inizio.
Primi venti minuti di studio con la Lazio che cerca strappi in verticale e il Milan che difende con ordine e si affida al possesso palla prolungato per allargare le maglie del fitto e dinamico centrocampo biancoceleste. Poi due fiammate: Jony mette in area rasoterra ma né Correa né Parolo arrivano in tempo a porta spalancata; subito dopo Calhanoglu calcia dal limite senza grandi pretese, Parolo sfiora e la traiettoria inganna Strakosha. È il 23’ e il Milan è in vantaggio.
La Lazio prova subito a reagire ma senza creare pericoli. È invece il Milan a ripartire con strappi velenosi: al 31’ Ibra va in gol ma è in fuorigioco, ma è il preludio al raddoppio rossonero. Radu tocca di mano in area su cross di Saelemaekers: Calvarese dà rigore. Sul dischetto va Ibrahimovic, Strakosha intuisce ma non trattiene: al 34’ è 2-0 per il Milan. Che 4 minuti dopo perde Calhanoglu per un guaio muscolare: entra Paquetà.
Si torna in campo con Rebic che rileva Ibrahimovic e sul fronte laziale Adekanye al posto di Leiva. La Lazio prova a crederci e cerca di stringere il Milan nella propria metà campo, ma la squadra di Pioli è concentrata e ordinata e non corre rischi, ma al 53’ lascia un sanguinoso contropiede alla Lazio: Luis Alberto però aspetta troppo a servire Lazzari che va in rete ma è in fuorigioco.
La Lazio va a folate ma perde compattezza e si allunga troppo, così il Milan al 59’ trova la terza rete con Rebic messo tutto solo davanti a Strakosha dall’assist di Bonaventura. E poco dopo altra tegola per Inzaghi che perde Milinkovic per problemi muscolari: entra Anderson.
Passano i minuti e la Lazio perde sempre più smalto e convinzione. Il Milan può controllare senza affanni e anzi riparte sempre con grande pericolosità. — nst
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