Sicurezza
Più che Viola, ora è nera Il terribile Sassuolo apre la crisi di Iachini
Fiorentina inguardabile: errori dietro, pochissimo davanti Gli emiliani vanno sul velluto, ora bisogna guardarsi le spalle
FIRENZE
E’ crisi, senza se e senza ma. La Fiorentina non è più stata se stessa dopo la ripartenza, ed è caduta di schianto al Franchi al cospetto di un Sassuolo che viaggia al doppio dei viola. Molle, disattenta, sciagurata in difesa, la Viola dopo la bella prestazione di Roma si è sciolta in una serata torrida. Il Sassuolo, terribile, ha colpito con le ripartenze, davanti a una squadra senza né capo né coda, dove nemmeno il rientro di Chiesa ha portato i frutti sperati. Solo Ribery ha predicato nel deserto, ma un singolo, seppure fortissimo, non può risolvere tutti i problemi. E questa squadra, che adesso deve guardarsi alle spalle, ne ha moltissimi. Iachini torna alla sua coperta di Linus, il 3-5-2 con il rientro di Chiesa accanto a Ribery con Ghezzal che agisce tra le linee, mentre De Zerbi in partenza rinuncia alla fantasia di Berardi e Caputo. Parte forte la Fiorentina: al 3’ Chiesa ha già davanti una prateria innescato da Ghezzal, ma il quasi quarantenne Pegolo lo ipnotizza in uscita. Il Sassuolo, come suo costume, se la gioca a viso aperto: all’11’ lavoro per Dragowski su sinistro di Rogerio su punizione. E al 18’ Boga chiama ancora alla parata l’estremo polacco. Su angolo a favore, la Fiorentina riesce a concedere un contropiede quattro contro quattro che si conclude con un fallo insensato di Castrovilli su Djuricic: rigore netto che Defrel trasforma. Ribery inventa chicche, ma alla prima ripartenza gli emiliani entrano nel burro della difesa viola: Boga-Djuricic, palla facile facile per Defrel che non può sbagliare. La Fiorentina si mangia l’impossibile, prima con Castrovilli e poi con Chiesa.
Iachini capisce che serve una terapia d’urto, così affianca Cutrone a Ribery e Chiesa. Clamorosa l’occasione al 55’ con Pezzella che di testa centra l’incrocio a colpo sicuro. Al 60’ arriva la sentenza, con un altro errore clamoroso di Castrovilli che perde palla nella sua area: per Muldur è un giochetto da ragazzi battere Dragowski. Spinge ancora, disperata, la Viola, e trova la magrissima consolazione del gol di testa, bello, di Patrick Cutrone. —
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