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Inter, passeggiata sulle macerie del Brescia

Inter, passeggiata sulle macerie del Brescia

Conte fa turnover e trova risposte: Moses e Sanchez in giornata di grazia, gol del riscatto per Gagliardini ed Eriksen

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MILANO

Una goleada per ritrovare la fiducia e la serenità che sembrava smarrita. L'Inter passeggia sul Brescia e resta aggrappata a Juventus e Lazio, allontanando gli spauracchi delle ultime giornate. Nell'afa di San Siro finisce 6-0 per i nerazzurri, in una gara che gli uomini di Conte hanno il merito di mettere subito sui binari giusti, mostrando anche buone trame di gioco. Aiutati pure dalla scarsissima opposizione degli ospiti, sembrati quasi già rassegnati alla retrocessione.

Stavolta il turnover del tecnico nerazzurro porta i frutti sperati: Eriksen e Lukaku partono dalla panchina, ma ci pensa Sanchez a trascinare i compagni, coadiuvato sulle fasce da Young e Moses. E c'è gloria per tutti, visto che per una sera Lukaku e il belga non vanno in gol, ma i nerazzurri mandano in rete sei giocatori diversi per la prima volta dalla stagione 2002/2003 (Inter-Reggina 6-0).

Scampato un pericolo in avvio con Donnarumma che solo davanti ad Handanovic spara alto, Sanchez sale in cattedra, ispirando sia il vantaggio nerazzurro (suo il cross per la girata di Young) che il raddoppio, trasformando un rigore concesso per atterraggio di Moses dopo un suo lancio in profondità. Un uno-due che manda ko il Brescia dell'obiettivo Tonali ("ci piace ma non c'è stato alcun contatto con Cellino", le parole dell'ad Marotta nel prepartita a Dazn) e mette la gara nelle mani della squadra di Conte, che trovano il 3-0 al 45' con un colpo di testa di D'Ambrosio su cross di Young.

La ripresa si trasforma così in poco più di un allenamento in cui trova una minima redenzione anche Gagliardini, che dopo l'erroraccio contro il Sassuolo trova il gol del 4-0 di testa su punizione di Sanchez.

Ad arrotondare il risultato ci pensano poi Eriksen in tap-in su corta respinta di Joronen e Candreva con un mancino in diagonale. All'appello manca in sostanza solo Lautaro Martinez, che ha almeno tre occasioni, ma resta ancora a secco: le voci sul Barcellona si sono affievolite, l'argentino però è lontano parente di quello di inizio stagione. —

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