Gioco
Lazio, finisce la benzina e l’Atalanta se la mangia Sarri va a letto col sorriso
Primo tempo perfetto dei biancazzurri avanti di due gol Poi il crollo, e l’Atalanta ribalta tutto. Juve vola a più quattro
BERGAMO
La Lazio dura un tempo, poi paga dazio alla lunga inattività. Va avanti 2-0, sembra dominare, pensa di essere rimasta nella scia della Juve. Già, ma qui c’è da fare i conti con una delle macchine da gol più perfette d’Europa, l’Atalanta. Che quando i semidei dell’attacco non funzionano trova le zampate dei difensori, Gosens e Palomino. Per il Gasp arriva un’altra rimonta leggendaria e la consapevolezza di essere ormai all’altezza delle big. Inzaghino si mangia le mani: dopo quel primo tempo, in vantaggio di due gol, la vita sembrava meravigliosa, invece arriva questa sconfitta che sa di esame di maturità fallito e soprattutto c’è la Juve che adesso vola più quattro.
All’inizio, chi si aspettava lo show dell’Atalanta deve subito ricredersi: è come se la Lazio non avesse mai smesso di giocare. I biancazzurri volano sulle fasce, e proprio da un cross di Lazzari de Roon infila il proprio portiere con un intervento sgraziato. La dea va in confusione, e Milinkovic Savic la punisce ancora con una meravigliosa conclusione da fuori area. Dominio assoluto dei ragazzi di Inzaghi, che al 25’ sfiorano il colpo del definitivo con Immobile che disegna un destro a girare, palla a lato di un niente.
Basta una piccola smagliatura nella corazza laziale e l’Atalanta, che ha iniziato a tessere la tela, ci si infila subito: lungo giro palla, cross di Hateboer per l’altro esterno Gosens che schiaccia di testa sul palo lungo, Strakosha non può niente: 1-2.
Il Gasp, squalificato, soffre in tribuna, e vede la sua Atalanta lievitare e chiudere la Lazio nella sua area. Dijmsiti accarezza il palo dopo una sponda di Zapata. Al 64’ arriva un capolavoro, firmato da Malinovsky dopo una tambureggiante azione della Dea: il sinistro è di una violenza terrificante e si insacca sotto la traversa, sancendo un pareggio a questo punto giusto. Ma non basta, perchè la Dea non si accontenta e a dieci minuti dalla fine trova il gol che ribalta tutto, una potente incornata di Palomino che coglie di sorpresa la difesa laziale. Nel finale Muriel e Gomez si divorano il gol della staffa. Ma è festa per la Dea. —
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