Gioco
Un infettivologo-coordinatore per ogni corsa tra le regole varate dalla Federazione internazionale
ROMA. Prima che il governo italiano tracci le linee guida del protocollo sanitario per la ripartenza nel nostro Paese del grande ciclismo (il 1° agosto nel Senese con le Strade Bianche), la Federazione internazionale (Uci) ha provveduto a indicare le norme generali di prevenzione e di sicurezza per far pronte alla pandemia da coronavirus. Il documento, redatto grazie alla competenza del responsabile medico dell'Uci, dottor Xavier Bigard, prevede una serie di controlli per tutti gli addetti ai lavori, dai corridori ai tecnici, dai massaggiatori ai meccanici, ma anche organizzatori e giudici, perché nel ciclismo - sport particolare dal punto di vista sanitario - tutti i componenti della corsa vengono a contatto più volte al giorno. Il concetto chiave del dossier è la “bolla”, una sorta di microcosmo nel quale dovrà operare ogni singolo team, all'interno del quale si svolgerà tutta l'attività e si faranno anche i test previsti, in gran parte a cura - anche economicamente - della squadra di appartenenza.
Oltre alle ormai classiche misure di prevenzione e di igiene, quali il lavaggio frequente delle mani con disinfettanti, il distanziamento e l'uso delle mascherine, ogni corsa dovrà prevedere un coordinatore Covid-19, cioè un medico infettivologo in costante contatto con le autorità sanitarie.
Il concetto di “bolla” varrà durante le corse ma anche negli spostamenti e negli hotel in cui alloggeranno le squadre, che se possibile dovranno essere diversi, uno per ogni team, o almeno prevedere ambienti separati: una formazione per piano e sale da pranzo distinte, se è il caso anche camere da letto singole, per corridori e operatori vari, invece delle solite camere doppie. Saranno i medici di ciascuna squadra a rappresentare un punto di riferimento importantissimo per il rispetto delle misure preventive ma anche per l'aggiornamento quotidiano di speciali registri sulla situazione sanitaria di ogni team.
Per tutti gli addetti ai lavori sarà obbligatorio un tampone entro 10 giorni dalla gara: solo in caso di negatività si potrà così entrare nella “bolla”. Qualora non sia possibile fare quel controllo, il corridore o tecnico dovrà fare l'esame almeno 72 ore prima di raggiungere il luogo della corsa. Sono poi previsti ulteriori test sierologici a scadenze periodiche, almeno ogni 10 giorni, per verificare nel tempo l'eventuale presenza di positività in squadra. Distanziamenti di almeno un metro e mezzo e mascherine saranno tassativi in tutti i cerimoniali prima e dopo le gare.
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