Il Tirreno

Sport

Hamilton: trattato diversamente perché nero, basta banalità

Hamilton: trattato diversamente perché nero, basta banalità

Il campione di Formula uno ha fondato la commissione che porta il suo nome  e che offrirà percorsi di studio a giovani appartenenti a minoranze  

3 MINUTI DI LETTURA





LONDRA. In questi giorni si è esposto in prima persona, perchè Lewis Hamilton sul tema del razzismo si è sempre dimostrato molto sensibile. E il campione del mondo di Formula uno, unico pilota di colore nel circus, ha deciso, in collaborazione con la Royal British Academy of Engineering, di fondare la “Commissione Hamilton”, che offrirà corsi di studio incentrati sulle professioni dell'auto da corsa per giovani appartenenti a minoranze. Tra gli obiettivi c’è infatti l’esplorazione di questioni come l’assenza di modelli di riferimento e servizi di assistenza per gli sbocchi lavorativi nelle scuole o le ragioni per cui pochi laureati neri siano impiegati nel settore dell’ingegneria.

«Durante la mia carriera – ha spiegato al “Sunday Times” – ho combattuto contro il razzismo. Quando iniziai con i kart mi furono gettate cose addosso, i fan si colorarono di nero le loro facce in uno dei miei primi Gran premi, quando cominciai nel 2007».

«Nonostante i miei successi nello sport – prosegue Hamilton – persistono le barriere che rendono la Formula uno molto esclusiva, fatto per cui non è sufficiente indicarmi come un buon esempio di progresso. Migliaia di persone sono coinvolte in questo settore, che deve diventare più rappresentativo della società. Sono abituato a considerare che le persone non mi difenderanno quando subirò atti razzisti, perché nessuno può capire cosa sto attraversando – insiste il campione inglese –. Il più delle volte, o non se ne accorgono o, se se ne rendono conto, si lasciano guidare dalla paura di dire qualcosa di inappropriato. La natura immutabile della comunità di Formula uno, che non è mai cambiata nel corso della mia carriera, suggerisce che solo una certa categoria di persone è la benvenuta in questo sport. Ancora oggi i media mi fanno domande in modo diverso rispetto a quelle che rivolgono ai miei avversari, accusandomi direttamente o meno».

Nelle intenzioni del campione britannico la commissione potrebbe essere utilizzata anche per dare un’opportunità agli studenti di colore con un background in scienza, tecnologia, ingegneria o matematica». «Spero che la Commissione Hamilton – aggiunge l’alfiere della Mercedes – consentirà un cambiamento reale, tangibile e evidente. Quando mi guarderò indietro, tra vent'anni, voglio vedere uno sport che, dopo aver dato tali opportunità ad un timido, piccolo uomo nero di Stevenage della classe operaia, si sia trasformato come il mondo complesso e multiculturale in cui viviamo».

Hamilton ritorna anche sulla morte di George Floyd e sul movimento “BlackLivesMatter”. «Sono ancora sopraffatto dalla rabbia – rileva –. I tempi della banalità e dei gesti liberi sono passati. Vogliamo sentire le voci dei giovani e degli studenti che affrontano questi problemi quotidianamente. Nuovi partner che stanno già lavorando sulle tematiche legate al razzismo si uniranno rapidamente a questo progetto per apportare le loro conoscenze».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa