La manifestazione
Musetti vede tricolore «Sta bene, ci proverà»
Al via i campionati italiani sulla terra rossa del c Todi Il carrarese sfida Sonego. Il suo coach: ha lavorato bene
Vezio Trifoni
Lorenzo Musetti cercherà di conquistare i campionati Assoluti inuziati ieri a Todi. Lo scorso anno di questi tempi il talento di Carrara sfidava nel turno decisivo delle Prequalificazioni degli Internazionali BNL d’Italia Jannik Sinner, 17 anni da Sesto Pusteria, Vinse Sinner, allora n.263 del mondo, sul filo del rasoio, al terzo set su Lorenzo che allora era n.460, ma aveva vinto l’ultimo Slam juniores disputato, quello degli Open d’Australia 2019. La vera mina vagante agli Assoluti, il giocatore che potrebbe fare la differenza è proprio il diciottenne (li ha compiuti lo scorso 3 marzo) Lorenzo Musetti. Agli Australian Open si era arrampicato fino all’ultimo torno delle qualificazioni, risultato straordinario per un diciassettenne. Se fosse riuscito a battere l’olandese Griekspoor e entrare nel main draw sarebbe stata un’impresa senza precedenti azzurri della sua età. Ce l’aveva fatta invece all’ATP 500 di Dubai, superando prima l’australiano Popyrin, n.101 del mondo e poi il russo Donskoy, n.114. Impressionanti i due set del primo turno nel main draw persi 6-4 6-4 contro Andrey Rublev, n.14 del mondo. Lorenzo ha giocato alla pari contro un dei tennisti più rapidi e potenti del circuito. Poi il blocco e la ripartenza «Abbiamo potuto allenarci con altri giocatori di alto livello – spiega coach Simone Tartarini – A La Spezia nel periodo di lockdown c’era Alessandro Giannessi, poi sono venuti anche Simone Bolelli e Gianluca Mager. Inoltre la FIT ci ha messo a disposizione il preparatore fisico di Tirrenia, Roberto Petrignani, quindi anche sotto quell’aspetto abbiamo lavorato bene. L’impatto del Covid-19 è stato pesante dal punto di vista dello stop agonistico, ma Musetti si è fermato solo in aprile. In marzo da noi si poteva ancora giocare e poi, dal 3 maggio, la Liguria ha riaperto agli allenamenti».
Continua lo step previsto ? «Il nostro obiettivo dopo Melbourne era arrivare ad un ranking che permettesse a Lorenzo di giocare le qualificazioni al Roland Garros, intorno dunque al 240-250 del mondo – spiega Tartarini - Dopo Dubai, quando si cominciava a sentir parlare del coronavirus, abbiamo pensato di andare in Sudafrica, dove erano in calendario due tornei ITF da 25.000 dollari. E’ stato disastroso. Quando siamo arrivati, in quanto italiani, quasi non ci facevano scendere dall’aereo. Poi lì le condizioni erano difficilissime. Lorenzo era anche molto stanco e non è riuscito ad esprimersi. L’unica cosa bella è stata a un certo punto tornare a CapeTown a vedere gli squali bianchi».
Il ritorno a casa un incubo ? «Riuscire a tornare a casa è stato ancora peggio: un’epopea. Da Capetown abbiamo dovuto andare a Johannesburg. Da lì non c’erano voli per l’Italia. Siamo andati a Londra per poi puntare su Nizza. Arrivati in Francia non ci hanno voluto dare l’auto a noleggio per tornare in Italia. Abbiamo preso l’autobus per la stazione ferroviaria: niente treni. A un certo punto abbiamo provato anche con l’autostop. Alla fine siamo riusciti a convincere un tassista che per 170 euro ci ha portato a Ventimiglia. Abbiamo preso il treno per Genova e pian piano siamo arrivati a casa. Quasi tre giorni di viaggio». Ora il sogno riparte proprio con i Campionati Assoluti e l'ultimo vincitore è proprio un toscano Filippo Volandri che a Torino consegnò a Musetti il SuperTennis Award. —
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