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Giagnoni è ripartito sognando Tokyo

Vezio Trifoni
Christian Giagnoni
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Christian Giagnoni

Il campione paralimpico pratese non cambia l’obiettivo «Il mio è semplicemente spostato di un anno in avanti»

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PRATO. L'aveva promesso e così è stato. Per Christian Giagnoni, atleta paralimpico pratese, la stagione riprende dopo qualche giorno di convalescenza a seguito di un intervento chirurgico programmato. Comunque la sosta forzata non ha spostato nulla anche perché il Giro d'Italia handbyke è stato annullato e si svolgerà nel 2021 e anche le manifestazioni internazionali di rilievo forse verranno disputate in inverno.

Il 45enne montemurlese aveva fatto in tempo a piazzarsi 6° nella cronometro e 4° in linea nella prima tappa di Coppa Europa a Lanzarote, in quel che sembrava il preludio dell’ennesima stagione trionfale. Poi l’emergenza Covid-19 è esplosa con tutti i risvolti. «Ritorno in strada con il mio bolide e con addosso delle viti nuove. Mi hanno fatto il restyling – scherza Giagnoni – mi dispiace non avere la possibilità di difendere la maglia rosa, sarebbe piaciuto a tutti gareggiare in condizioni normali ma a distanza di tempo resto sempre dell’idea che fermare tutto sia stata la scelta giusta».

Il Covid non l'ha fermato anche se ha dovuto allenarsi in casa. «Avevo allestito una piccola palestra, si fa per dire, in casa, per mantenere la condizione – ricorda – oltre che per evadere sul piano psicologico. Del resto credo che lo abbiano fatto tutti gli sportivi».

Una pausa che ti ha permesso di mettere ordine i vari obiettivi. «Il primo passo è stato quello di capire come sto e di ripartire con gli allenamenti, l'obiettivo è conquistare per la quinta volta il Giro, che nel 2021 avrà sicuramente un sapore speciale, ma in questi giorni che ho ripercorso anche momenti delicati e il mio sogno da sono le paralimpiadi 2021 di Tokyo. Ho sempre sostenuto che rimandarle è stata l’unica opzione valida, dato il contesto in cui ci troviamo – mette in luce Giagnoni – a mio avviso sia il Cio che il governo giapponese hanno dato prova di responsabilità, prendendo una decisione dolorosa ma necessaria. Per quel che mi riguarda, l’obbiettivo è solo spostato avanti di un anno. Un motivo in più per continuare a lavorare con rinnovato impegno e conquistare il diritto di potervi gareggiare. Non sarà facile».

Ma l'Hockey Prato 1954 potrebbe disputare l'A2: ritornerà a fare il capitano anche li? «Il rapporto con l'hockey su pista è sempre lo stesso – conclude Giagnoni – è la mia famiglia e sono stati i primi a farmi il tifo (anche i tifosi delle altre squadre) quindi li seguirò e se possibile andrò in panchina con loro». —

Vezio Trifoni
 

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