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A Pistoia è già domani e il ds Sambugaro disegna la squadra che verrà

Elisa Pacini
Il ds Sambugaro
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Il ds Sambugaro

Ingoiato il boccone amaro della rinuncia all’A1,il dirigente punta forte sull’identità «Costruiremo un gruppo legato alla piazza, il perno del progetto è coach Carrea»

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PISTOIA. È probabilmente la miglior notizia di questo periodo sportivamente nero. Come sempre quando ci sono i nuvoloni che minacciano pioggia, non è facile vedere i pur timidi raggi di sole ma che il Pistoia Basket riparta da Marco Sambugaro e Michele Carrea è un fatto importante e per nulla scontato. Anche se il diesse e il coach avevano il contratto per la prossima stagione. Un contratto stipulato in quella A1 che, da debuttanti assoluti e spesso mandati soli in un mare in burrasca, stavano mantenendo sul campo. Conquistandosi stima e fiducia di una piazza con cui l'approccio non era stato facile. Per questo vederlì lì al proprio posto in A2, arrivata per altre vie, non è poco. Spiegando (cercando di spiegare) l'autoretrocessione, i dirigenti biancorossi li hanno investiti di una nuova bella dose di responsabilità durante la conferenza stampa dove la presenza fisica di Marco Sambugaro ha dato concretezza alla parola “futuro”. Uscita malconcia dalle parole e dai numeri dati da Capecchi, Peluffo e Caso.

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CARREA PERNO

Vuol parlare di sport il diesse, di progetto sportivo che «va avanti, pur con il ridimensionamento del caso, ma con un'idea di progettualità. La prima squadra è la punta dell'iceberg, poi è chiaro che dobbiamo lavorare perché il il lato economico-finanziario sia la base solida di quello sportivo». Una base da cui partire, la squadra che verrà in A1 l'avrebbe avuta. Sambugaro sta cercando di capire, discutendo con i tre giocatori sotto contratto, se ce l'ha anche in A2. «Cerchiamo di prolungare il contratto con il capitano– spiega – per dare un ulteriore segno di programmazione. È pistoiese, è trascinante, è un ragazzo che getta sempre il cuore oltre l'ostacolo. Wheatle in A2 è un giocatore che può davvero fare la differenza. Stiamo cercando di capire le sue ambizioni, come Landi sta valutando la scelta migliore per la sua carriera. Poi ci sono i tre giovanissimi Querci, Del Chiaro e Riisma: futuribili. La base di partenza sono loro anche se devono dimostrare di valere la categoria, di convincere Michele Carrea». Che definisce il «primo perno del progetto» e con cui sta definendo il prolungamento proposto dalla società.

FARE IL MEGLIO

«Se non potete essere il sole, siate una stella. Siate il meglio qualunque cosa siate» recita una delle più belle poesie di Martin Luther King, per spronare ognuno a fare la propria parte in ogni battaglia. Il suo ruolo in via Fermi, Marco Sambugaro lo sa ed è a fare questo al meglio che vuole pensare dopo giornate intense. Come le ha vissute? «Con apprensione – dice sinceramente il diesse – tutti avremmo voluto fare l'A1. Capisco la frustrazione dei tifosi, anch'io sono stato un tifoso, andavo in curva per una squadra del nord Italia (oltre al cuore Olimpia Milano, è tifosissimo del Milan, ndc) e so che questa è una sofferenza incredibile. Ma razionalmente la decisione presa è la più corretta. Io penso ad andare avanti, al bene di questa società, a fare il meglio dimostrandolo nei fatti. Penso che la città chieda questo». Lui e Carrea sono già stati investiti di tanta responsabilità. «Ne siamo consapevoli, a maggior ragione dopo la grande delusione che c'è ora – continua – Carrea ha detto, e sono d'accordo, che a Pistoia come a Biella la gente vive la pallacanestro come qualcosa di suo. Speriamo di meritarci la fiducia, non abbiamo paura delle responsabilità».

TOSCANITA'

È la parola chiave intorno a cui ruota l'identikit della squadra che dovrà far digerire ai tifosi, la pillola del ritorno in A2. Aspettando in tempi brevi risposte da chi è sotto contratto, puntando su chi è cresciuto in casa e puntando dritti a Lorenzo Saccaggi come primo nome del mercato. La firma del play carrarese che aveva portato Pistoia in A1 nel 2013, sembra vicina. «Sarà una squadra con una forte identità pistoiese e toscana – chiude Sambugaro – con giocatori legati alla piazza, a partire dai giovanissimi dell'Academy, la nostra “ancora di salvezza” scaturita dal gran lavoro di reclutamento fatto in questi anni da Stefano Della Rosa e Cristiano Biagini. La Legadue è un campionato equilibratissimo, servirà bilanciare i tre giovanissimi con giocatori più esperti in una squadra formata da 8 italiani e due stranieri». —
 

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