Sicurezza
Nei guai Coleman, erede di Bolt: non si fa trovare dall’antidoping, sospeso
NEW YORK
Ha raccolto l'eredità della leggenda Usain Bolt e ora rischia di sperperarla a soli 24 anni. Christian Coleman, l'uomo più veloce del mondo, è a rischio squalifica per una vicenda di mancati controlli antidoping che fa e farà discutere. Il velocista statunitense, campione mondiale in carica dei 100 metri a Doha l'anno scorso, è stato sospeso in via precauzionale, ma potrebbe essere sanzionato con uno stop di due anni. Coleman non era a casa il 9 dicembre 2019, quando gli ispettori dell'agenzia antidoping bussarono alla sua porta. Secondo il rapporto, quel giorno Coleman "non risultava nella propria dimora" di Lexington, nel Kentucky, per essere sottoposto a un test antidoping. Lo sprinter sostiene tuttavia che quel giorno si trovava in un centro commerciale poco distante da casa. «Mi hanno controllato diverse volte dopo e anche durante la quarantena - dice Coleman -. Ma, ovviamente, a nessuno importa. E non importa anche il fatto che non ho mai fatto uso di sostanze vietate». —
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