Il dolore
Pistoia oggi decide di retrocedere in A2
Salvo colpi di scena sembra proprio che la dirigenza non abbia trovato i giusti supporti per rimanere in A1
PISTOIA. Nessun principe azzurro, nessun salvatore, niente miracolo. Anche l’ultimo weekend a disposizione per un ripensamento o per una svolta salvifica del Pistoia Basket è volato via senza reali sussulti o disperati tentativi per opporsi ad un destino, quello dell’autoretrocessione in A2, che la società biancorossa ha individuato come il male minore. Chi sperava in un lieto fine di questa storia resterà deluso. In silenzio ha iniziato a germogliare l’idea del riposizionamento e con altrettanta indifferenza nessuno ha fatto un passo avanti per permettere a Pistoia di restare nella massima serie. Dalla festa liberatoria del 23 giugno 2013, arrivata al termine di gara-5 di finale playoff con Brescia, ad oggi, 15 giugno 2020, giorno in cui, salvo colpi di mano dell'ultimo secondo, verrà ufficializzata la richiesta di riposizionamento in A2: una parabola che ha preso una traiettoria discendente e che riceve il colpo del ko a palla ferma.
Dopo sette stagioni ricche di soddisfazioni non sarà quindi il campo a decretare l’addio di Pistoia alla Serie A, ma una penna, quella usata dalla dirigenza biancorossa per compilare la domanda di spostamento del club biancorosso in A2. Una discesa a tavolino che però rischia di essere più dannosa di una sul campo. Perché quando fallisci confrontandoti con le altre e le partite di un’intera stagione dicono che non hai fatto abbastanza per meritarti la permanenza si attuano rivoluzioni, qualcuno si prende la responsabilità o quantomeno gli viene data, poi si tira una riga e si riparte più o meno da zero. Stavolta invece non sarà così. Anzi, continuerà quasi tutto come prima: stessa società, stessa dirigenza, stesso staff e anche alcuni giocatori confermati. Insomma, tutto uguale, ma in una serie più giù per propria decisione. Mentre tutte le altre pericolanti hanno più o meno accettato il salto nel buio, seppur affrontandolo con maggiori sicurezze, Pistoia ha barattato la fiammella di altri quaranta giorni a disposizione per trovare le risorse con cui fare una nuova stagione in A con una rassicurante riposizionamento in A2. Sempre meglio che sparire, certo, ma una decisione che stride con tutte le dichiarazioni in cui cui è sempre stato ribadito che la Serie A per questa piazza era il bene primario.
Adesso resterà da capire come verrà digerita questa scelta dall’universo biancorosso: scivolerà tutto via nell’indifferenza come in questo ultimo mese oppure ci saranno reazione da parte dei tifosi e delle realtà imprenditoriali vicine alla palla a spicchi biancorossa? E soprattutto, queste reazione di che tipo saranno?
Domande che probabilmente spaventano anche la società, che adesso dovrà essere brava a ammortizzare il trauma dell’autoretrocessione, presentando alla città un progetto vero e credibile, qualcosa che possa legittimare il passo fatto. Per far questo servirà indicare subito gli step futuri, delineando con numeri, azioni, gesti concreti e tangibili, dove questa società vuole andare e cosa intende fare con il basket a Pistoia. Probabilmente tra i primi passi sarà quello di aggiustare nel cda del Pistoia Basket 2000. Il nuovo organigramma, varato più o meno un anno fa, così come appare sul sito della società, non è più verosimile. Ci sono alcuni dirigenti che non fanno parte della vita della società, altri, come Maurizio Carrara, che si sono appena disimpegnati. Servirà quindi già una rinfrescata, verosimilmente sbilanciandosi ancor più verso l’asse del Consorzio Pistoia Basket City, sempre più cuore pulsante dell’universo biancorosso.
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