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Pistoia a un passo dall’autoretrocessione

Elisa Pacini
Petteway e Johnson in azione per l'OriOra Pistoia Basket (Foto Gori)
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Petteway e Johnson in azione per l'OriOra Pistoia Basket (Foto Gori)

Dopo Cremona e Roma, anche Pesaro (la società più a rischio) ha sciolto le riserve e deciso di rimanere nella massima serie così Pistoia sarebbe l'unica società a scegliere il paracadute dell'A2

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PISTOIA. E' uno scomodo primato quello che potrebbe avere il Pistoia Basket se, come sembra probabile, domani annuncerà l'autoretrocessione in A2 per motivi economici.

Il club biancorosso potrebbe essere la prima e forse l'unica società dell'ultima A1 a farlo visto che Cremona e Roma- altre due squadre traballanti- avevano già detto di voler provare il salvataggio della categoria fino al 31 luglio senza prendere nemmeno in considerazione l'A2 e soprattutto visto che Pesaro ha annunciato ufficialmente di mantenere la massima serie. Insomma l'unica a fare di propria volontà un passo indietro, pur avendo il diritto di giocare in A1 avvallato (a dirla tutta) anche dalla posizione acquisita sul campo dalla squadra di Carrea al momento dello stop al campionato, sarà la società pistoiese.

PESARO SALVA. La Vuelle era stata la prima società di A1 ad uscire allo scoperto e a dichiarare la propria precarietà economica. Da anni lo storico club marchigiano si contende con Pistoia il titolo di budget più basso della categoria, pur potendo disporre di una base di tifo importante che nonostante le ultime stagioni difficili (al momento della sospensione del campionato era ultima con 12 punti di distacco dalla zona salvezza) si è comunque aggirata su una media di 4000 tifosi sui gradoni dell'avvenieristico e sconfinato impianto pesarese. Dopo l'assemblea di Legabasket di metà maggio, da Pesaro sono iniziati ad arrivare segnali che la società stava pensando all'autoretrocessione, scelta che non è mai andata giù al main sponsor ovvero la Carpegna Prosciutto. La fermezza della famiglia Beretta, patron dell'azienda di salumi che dà il nome al club pesarese, ha dato evidentemente garanzie al club. Sabato, con 48 ore di anticipo sulla “mezzanotte” più temuta dai tifosi pistoiesi (quella di domani quando scadranno i termini dell'autoretrocessione e si capirà il destino del Pistoia Basket), il presidente Costa ha annunciato che Pesaro si iscriverà alla prossima serie A. Lo farà con diversi punti interrogativi, ma tenendosi stretta la massima serie, forte della presenza e della volontà del main sponsor. Privilegio di cui non può godere la società di via Fermi dove proprio lo sponsor princiale OriOra, pur avendo il contratto per la prossima stagione non ha chiarito ad oggi il suo impegno. La clausola di uscita dalla sponsorizzazione varrebbe solo in caso di A2. Proprio sul versante sponsor, a Pistoia il piatto piange. Il presidente Capecchi ha parlato di contatti in essere durante il campionato, “ghiacciati” dalla sospensione dei giochi. Ma di fatto, a marzo, in una stagione in cui uno degli investimenti doveva essere il cambio di passo a livello di marketing, non si sono registrati ingressi rilevanti. Eppure se davvero l'uscita della famiglia Carrara era prevista dai contratti (e ferrea visto che a nulla è servito il grido di dolore del club per un ripensamento), la ricerca di un eventuale sostituto doveva essere serrata visto il ruolo fondamentale nel portafoglio biancorosso ricoperto dai marchi legati agli impreditori della carta.

A2, SCELTA RAGIONATA O OCCASIONE PERSA? Il termine riposizionamento addolcisce una pillola che, evidentemente, con il suo vero nome cioè autoretrocessione andrebbe assai meno giù. Ma scegliere autonomamente di fare il campionato inferiore a quello di cui si ha diritto, resta un passo indietro sostanziale soprattutto nello scenario attuale del basket italiano. Uno scenario in cui, molto più che sette anni fa quando Pistoia conquistò con sudore e fatica la massima serie, la differenza tra A1 e A2 è netta. Di questo si deve tener conto pensando ai ricavi e alla risposta della città che, in verità come abbiamo già detto, è piuttosto fredda alla decisione epocale che domani comunicherà la società. Una scelta ragionata quella di ripartire dall'A2 per sgravare i debiti pregressi o un'occasione persa quella di rinunciare all'A1 pur avendone diritto senza tentare di aspettare gli aiuti governativi -che prima o poi dovrebbero arrivare vista la spinta bipartisan che sembra avere la proposta del credito d'imposta- e verso in un campionato in cui tante squadre non navigheranno nell'oro? Il dibattito è aperto, anche se salvo miracoli, la decisione del club di autoretrocedersi sembra presa. —
 

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