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IL TECNICO BIANCONERO 

L’autocritica di Sarri «Le sostituzioni? Ho sbagliato, abbiamo perso l’equilibrio»

L’autocritica di Sarri «Le sostituzioni? Ho sbagliato, abbiamo perso l’equilibrio»

«Troppi cambi in un colpo, mi sono fatto prendere la mano Contento della squadra: la migliore mezz’ora della stagione»

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TORINO

Niente soste. Juve subito in campo. Mercoledì ci sarà la finale di Coppa Italia e Maurizio Sarri vuol prepararla al meglio. Il nodo è la condizione, giocoforza approssimativa, e il tecnico, dopo il lavoro a gruppi di ieri - solo scarico per i bianconeri impiegati contro il Milan - comincerà oggi le valutazioni destinate a orientare il turnover. È apparso disteso, sereno: nonostante la sofferenza fisica, oltre lo zero a zero scarno di emozioni che ha comunque permesso di centrare l’obiettivo, la semifinale gli ha lasciato sensazioni positive: «I primi trenta minuti mi hanno piacevolmente sorpreso, sono stati i migliori della stagione: abbiamo fatto circolare la palla a grandissima velocità, avevamo il dominio sulla partita. Dopo abbiamo allentato i ritmi e perso un po’ di lucidità, siamo andati più in azione individuale: non è semplice far tornare alla completa efficienza fisica e all’intensità calciatori rimasti sul divano settanta giorni sul divano, ci vorrà un po’ di pazienza ma la premessa della prima mezzora è importante».Per Maurizio Sarri la finale di Coppa Italia è l'occasione per vincere il primo trofeo in Italia, nel calcio professionistico, un anno dopo la conquista dell'Europa League alla guida del Chelsea, 4-1 sull'Arsenal nella finale tutta londinese giocata a Baku. Nel palmares del tecnico nato a Napoli ma cresciuto a Figline Valdarno, tra i titoli italiani c'è al momento solo la Coppa Italia di serie D, vinta nel 2013 sulla panchina del Sansovino. club di Monte San Savino (Arezzo). Poi, certo, anche cinque promozioni, l'ultima con l'Empoli, portato in serie A nel 2014. Ma adesso va l'assalto del primo titolo da allenatore della Juventus.

Si riparte da lì, pur senza dimenticare le incognite di un’inattività così lunga. E si riparte da risposte individuali incoraggianti. Intanto le soluzioni nuove: Bentancur gigante anche da regista e Bonucci egualmente solido sul centro-sinistra, più CR7 centravanti, apparso opaco ma non per il ruolo. «Ronaldo - spiega Sarri - è talmente straordinario che cinque metri avanti o dietro non cambiano nulla. Non è abituato a sbagliare rigori, perciò l’errore può aver lasciato qualche ripercussione».

E poi le certezze antiche: «Dybala, come tutti, deve crescere nella condizione, ma dopo la negatività al Covid l’ho visto bene dal punto di vista fisico e mentale: ho visto un ragazzo maturo uscito da un’esperienza che poteva segnarlo in negativo ma che anzi mi sembra l’abbia segnato in maniera positiva».

Non sono mancati, naturalmente, lati oscuri ed errori. Che però diventano lezioni in questo calcio diverso, segnato dal protocollo e dalle riforme. Sarri, in particolare, difficilmente replicherà la tripla sostituzione: immaginava una scossa benefica, ha rischiato il boomerang.

«Ho fatto una cazz... - confessa l’allenatore toscano della Juventus - con la possibilità dei cinque cambi mi son fatto prendere dall'entusiasmo. I tre fatti in contemporanea andavano diluiti perché la squadra si è squilibrata, potevo diluire le sostituzioni nel corso della partita». —



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