Sicurezza
Un prato, un pallone e 22 giocatori Con Juve-Milan è calcio (quasi) normale
Alle 21 allo Stadium la gara di ritorno dopo cento giorni di lockdown: Sarri punta su CR7 e Joya, Pioli lancia Rebic
TORINO
Il ritorno del calcio giocato dopo quasi 100 giorni di silenzio incuriosisce ed emoziona un po’ tutti. Sta per rialzarsi il sipario e all’Allianz Stadium ci sono state le prove generali per la riapertura, con tutte le regole imposte dal coronavirus, in uno stadio che potrà ospitare al massimo 300 persone.
Paulo Dybala, uno dei protagonisti più attesi di Juventus-Milan, la semifinale di Coppa Italia sospesa dal 13 febbraio, ha pubblicato un video romantico, nel filone della campagna per la riapertura “Ready for sport” di Adidas, sul suo profilo di Instagram. Parole, con un sottofondo musicale e la prima immagine di un cielo gonfio di nubi nere e minacciose e l’ultima della squadra che entra in campo dagli spogliatoi, dedicate al grande ritorno e alla sua società: «Mia signora, abbiamo aspettato che passasse la tempesta, ci siamo quasi – dice il campione argentino – tra poco potrai rivederci in azione, percepire il nostro amore. Daremo il massimo per te, lotteremo per te, dedicandoti ogni vittoria. Quando l’attesa sarà finita, saremo tutti pronti» .
Il conto alla rovescia è agli sgoccioli: stamani ultima rifinitura alla Continassa, poi Sarri darà l’elenco dei convocati. Ci sarà Dybala, l’ultimo dei tre bianconeri positivi, a marzo, a uscire dal tunnel della paura e dei controlli. Nell’attacco bianconero di stasera quasi sicuramente Dybala e Ronaldo avranno come compagno di reparto Douglas Costa. Molto probabilmente, invece, Higuain, resterà in panchina dopo il lieve infortunio muscolare accusato la settimana scorsa.
Si riparte dall’1-1 di San Siro, senza supplementari. La prima partita della nuova era sarà diretta da Orsato.
Ribaltare l’1-1 dell’andata e raggiungere la finale di Coppa Italia per calmare le acque agitate e lasciare aperto l’ultimo, minuscolo, spiraglio per la riconferma. Secondo Pioli il confronto a Milanello tra Gazidis e i senatori della squadra, con Ibrahimovic in netto contrasto al piano progettuale del club e pronto a lasciare il Milan a fine stagione «è servito» a spronare gli animi e non avrà un effetto boomerang: parlare in maniera «chiara e diretta», per il tecnico, resta sempre «la cosa migliore da fare», anche di fronte a «idee molto diverse».
Tesi comprensibile ma la cui riprova sarà immediata: allo Stadium, campo tabù ma porta d’accesso per l’ultimo atto della Coppa Italia, vero obiettivo della società per ritornare al volo in Europa dopo la dolorosa esclusione di un anno fa per le violazioni del Fair play finanziario. «Difficilmente – spiega Pioli, sempre molto vago a parlare di futuro – a due mesi dalla fine della stagione ho mai conosciuto il mio futuro, l’obiettivo è dare il massimo e ottenere il massimo per riportare il Milan in Europa». Paquetà è unodi quelli che si è presentato meglio alla ripresa. A lui, Bonaventura e Calhanoglu il compito di supportare Rebic per segnare il gol che potrebbe aprire la strada alla finale.
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