Il Tirreno

Sport

basket

Al capolinea la sponsorizzazione dei Carrara

Elisa Pacini
Maurizio Carrara si congratula con Paolo Moretti dopo una vittoria nel 2012 (Foto Gori)
◗
Maurizio Carrara si congratula con Paolo Moretti dopo una vittoria nel 2012 (Foto Gori)

Il contributo degli industriali della carta sarà difficilmente rimpiazzabile e quindi il rischio autoretrocessione è concreto per Pistoia

4 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. La famiglia Carrara sarebbe in uscita dagli sponsor del Pistoia Basket. Un’uscita sembra già prevista dal piano pluriennale presentato al club di via Fermi dalla famiglia a capo degli storici marchi dell’industria della carta che hanno fatto la storia del basket pistoiese. Alla domanda sul proseguo della sponsorizzazione della prima squadra di basket cittadina, Maurizio Carrara (imprenditore e deputato di Forza Italia) non ha voluto commentare, precisando che la società aveva tutte le informazioni del caso. Le voci che da giorni si rincorrono in città, arrivando anche alla nostra redazione tramite lettere preoccupate dei tifosi, sembrano però confermare quella che è un’uscita importante. Anche se, da quello che emerge, sembra più la fine annunciata (almeno tra gli addetti ai lavori, non certo all’esterno) di un amore che ha vissuto più epoche. E che lascia diversi cocci rotti perché comunque arriva in un momento delicatissimo per la società di fronte alla decisione più difficile della sua storia: provare a rimanere in A1 con tanti rischi a livello di budget, o autoretrocedersi in A2. Una decisione figlia di una precarietà economica che viene da lontano e non dalla fine di un contratto pur importante di sponsorizzazione. Ma è chiaro che l’avere al proprio fianco, o meno, un partner storico può fare la sua differenza in sede di decisioni rischiose com’è quella che il club deve prendere entro lunedì prossimo. Il connubio tra il basket pistoiese e la famiglia Carrara ha segnato varie ere della storia dei canestri cittadini. Dagli anni d’oro della Kleenex con la presidenza di Mario Carrara, la prima indimenticabile promozione in A1 nel 1992, per mantenere la proprietà dell’Olimpia fino alla retrocessione del 1999 e la cessione del titolo che se ne andò a Fabriano insieme ai sogni a spicchi dei pistoiesi. Ma anche quelli targati Power Dry, dopo il rientro attivo della famiglia Carrara nel Pistoia Basket che ha riscalato i campionati grazie all’unione d’intenti e di portafoglio di un gruppo di soci storici (tra cui Marco e Maurizio Carrara appunto) fatto da imprenditori pistoiesi amalgamati dal carisma di Roberto Maltinti, la diplomazia di Ivo Lucchesi e il lavoro dietro le quinte di Massimo Capecchi. Soci tra i soci, ma con un ruolo fondamentale visto che il ritorno dei Carrara all’inizio della stagione 2006/ 2007 portò il Pistoia Basket dritto alla promozione in A2 nella notte magica di Osimo. Con un altro marchio Carrara sulle maglie, Carmatic, Toppo e soci iniziano il cammino nell’allora Legadue. Poi il nome cambia ma non la sostanza e i Carrara forniscono il marchio Tuscany (stagione 2010/2011) rimanendo main sponsor in una delle tante stagioni con la società alla finestra alla (perenne) ricerca di finanziatori. Rimanendo tra gli sponsor principali con il marchio Bulky Soft negli anni della nuova ascesa all’A1 e in questi sette anni di massima serie bruscamente interrotti dalla sospensione del campionato per l’emergenza coronavirus. Pilastro al pari di altri (sono “platinum” sponsor anche il gruppo Per Dormire, Nuova Comauto, Intensa San Paolo, Conad e il Consorzio Pistoia Basket City) nonostante la scelta di lasciare nome e visibilità a nuovi brand. Ma comunque colonne che– se vengono meno– sono difficili da sostituire. La fine della sponsorizzazione biancorossa della famiglia Carrara sembra indipendente dalla crisi economica in atto scaturita dalla pandemia. Crisi che dilaga anche sotto i canestri italiani ma che sotto quelli pistoiesi sembra far sentire tutto il suo peso, tanto da pensare seriamente all’autoretrocessione. Altre società traballanti, come Cremona o Roma, sembrano più propense a “bucare” la scadenza del passo indietro ragionato del 15 giugno e provare da qui al 31 luglio (termine ultimo per l’iscrizione all’A1) a mettere insieme un budget per la massima serie. Scelta che naturalmente ha davanti anche Pistoia che– fino a lunedì– dovrà confrontarsi soprattutto su questo. Con tanti punti interrogativi di fronte, oltre al dover rimpiazzare uno sponsor come i marchi Carrara e l’assenza di main sponsor vista l’uscita (in caso di A2) dell’OriOra, In più c’è il debito pregresso che incombe su un club con uno dei budget più bassi della categoria ma che non ha impedito ai debuttanti di Michele Carrea di candidarsi a rivelazione del campionato finché si è giocato. Debito e incognita incassi da porte chiuse che rimangono anche in A2. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web