Il dolore
Coppi, 80 anni fa primo trionfo rosa davanti a Bartali
L’Airone aveva solo 21 anni e doveva fare il gregario del grande Gino. Chiese permesso, andò in fuga e nessuno lo rivide più: così nacque una leggenda
Uno sconosciuto gregario di Ginettaccio - al secolo Gino Bartali - che percepiva una paga da 700 lire al mese, all’età di soli 20 anni e alla prima partecipazione vinceva a sorpresa il Giro d’Italia. Tutto ciò accadeva il 9 giugno di 80 anni fa, la data dell’esplosione del mito di Fausto Coppi. Quel giorno di 80 anni fa il ciclista di Castellania vinceva il suo primo Giro d’Italia. Una data che non si può dimenticare perchè il giorno seguente l’Italia entrò in guerra con l’annuncio di Benito Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia a Roma. Dopo 20 tappe, 3.574 chilometri percorsi su e giù dalle montagne e colline italiane, Coppi trionfava a Milano. Aveva 20 anni e 268 giorni e ancora oggi è il più giovane vincitore del Giro d’Italia. Fausto nel 1940 aveva un ruolo: essere il fedele gregario di Bartali. Per il fuoriclasse di Ponte a Ema la corsa, però, era iniziata molto male. Alla seconda tappa, la Torino - Genova, Gino prima era stato costretto a fermarsi per una foratura e poi, nel tentativo di ricucire il gap dalla testa della gara, era caduto lungo la discesa dal Passo della Scoffera. Lo storico direttore sportivo della Legnano, Eberardo Pavesi, anche dopo una crisi di Bartali avvenuta nel giorni successivi, consentì a Coppi di andare all’attacco. Il 29 maggio, nell’undicesima tappa da Firenze a Modena, Fausto Coppi ipotecò il successo finale. Con una cavalcata trionfale su è giù dagli Appennini, il campione alessandrino rifilò 3’45 a Bartali che giunse stremato (e furioso) al traguardo assieme ad Olimpio Bizzi. Coppi è in maglia rosa, Bartali ammettè, a denti stretti, la bravura del compagno-rivale. Il 5 giugno era l’atteso giorno del tappone dolomitico da Pieve di Cadore a Ortisei, 110 chilometri di montagne. Bartali, ormai fuori classifica, attaccò subito sul Falzarego ma venne presto ripreso da Coppi. Assieme scollinarono sul Pordoi e Sella, poi Ginettaccio sul traguardo della Val Gardena riuscì a mettere la ruota davanti a quella di Coppi che quattro giorni vincerà il Giro. Il 9 giugno nella Verona - Milano di 180 chilometri vinse Adolfo Leoni, anche lui della Legnano. Bartali nella generale accusò un ritardo enorme, 45 minuti da Coppi, il sorprendente vincitore che prese parte al Giro chiedendo un permesso militare essendo caporale di un reggimento di fanteria. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
