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la settimana decisiva 

Anche i Dilettanti aspettano certezze Il protocollo sanitario blocca le giovanili

SANDRO CANU
Anche i Dilettanti aspettano certezze Il protocollo sanitario blocca le giovanili

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SANDRO CANU

Si apre oggi con il Consiglio Federale una settimana decisiva per il calcio italiano che proseguirà giovedì 11 con il Consiglio Direttivo della Lnd e poi, presumibilmente, il giorno successivo con la riunione del Comitato Regionale Toscana. Sul piatto della bilancia come si chiuderà la stagione.

Oggi è una tappa fondamentale per stabilire le sorti dei professionisti e della serie D. E se per la serie A e la serie B ci sono già le date per la ripartenza nel tentativo di portare a termine i campionati, per la serie C è in ballo la questione playoff e playout, tempi e modi da definire, per la serie D è attesa la ratifica della proposta su una promozione, così Grosseto e Lucchese potranno brindare ufficialmente, e quattro retrocessioni e per i campionati regionali, dilettanti e giovanili, la deroga alla Lega Dilettanti per stabilire promozioni e retrocessioni.

La richiesta della Lega A se il campionato non finisse di non assegnare lo scudetto e bloccare le retrocessioni aprirà un dibattito serrato perché in passato la proposta della Lega di C del blocco è stata bocciata e perché in D ci sono 31 società, su 36, sul piede di guerra che non accettano di scendere al piano di sotto a tavolino. Si troverà un compromesso? Magari con meno retrocessioni?

Altra questione delicata i playoff e playout di serie C. Le prime dei tre gironi dovrebbero essere promosse come previsto, ma quanti club saranno coinvolti nei playoff? E in fondo ci saranno le retrocessioni dirette delle ultime con due playout o i playout saranno giocati dalle ultime quattro di ciascun girone? Nodi che nel tardo pomeriggio di oggi verranno sciolti per poi passare nei giorni successivi a dipanare le questioni dilettanti.

Nodi che hanno un filo comune la stagione delle riforme. Il presidente Gravina e il vice presidente vicario Sibilia insistono che è l’occasione giusta per rimodellare il sistema con meno club professionistici, tema che sarà affrontato in estate gettando le basi nel 2020-21 per una riforma vera nel 2021-22. In tutto questo, a parer nostro, dovrà essere ben chiara la consapevolezza che la partita vera si giocherà con le iscrizioni. Li si potrà vedere in che stato versa il calcio italiano. Con l’auspicio che arrivino i soldi e gli aiuti promessi per dare una mano in particolare alle società dilettantistiche a cui non può essere sufficiente il fondo salva calcio e a cui serve capire quando si potrà ripartire perché il protocollo sanitario presentato nelle ultime ore impone obblighi difficili da assolvere, e soprattutto a livello giovanile. Delle ipotesi sui regionali: una promozione e zero, o una, retrocessione, allargamenti degli organici ne parleremo nei prossimi giorni. —

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