Gioco
Mario, perché sempre tu? il Brescia lo licenzia, i certificati di malattia fanno infuriare Cellino
Partita la lettera di rescissione unilaterale del rapporto per Balotelli che accusa una gastroenterite e non si allena più
BRESCIA. La pazienza si è esaurita. Il presidente del Brescia Massimo Cellino ha dato mandato al proprio legale, l’avvocato Mattia Grassani, di spedire a Mario Balotelli la lettera di licenziamento. Supermario non si presenta alle sedute di allenamento da metà maggio e avrebbe presentato anche dei certificati di malattia. Il presidente Cellino alla fine ha inteso troncare un rapporto che aveva iniziato a deteriorarsi già nel pieno dell’emergenza sanitaria e che, negli ultimi giorni, si è compromesso definitivamente tra dossier, assenze ingiustificate solo per una parte, silenzi, post su Instagram e mail.
Balotelli ha ricevuto ieri la lettera da parte di Cellino e quella che doveva essere una favola si conclude senza il lieto fine. La lettera parla di rescissione unilaterale del contratto. Servirà ora un «lodo arbitrale» per stabilire chi ha ragione. Lo strappo dopo la presentazione di un certificato medico della durata di sei giorni con la diagnosi di gastroenterite. Balotelli difficilmente tonerà in campo alla ripresa del campionato e chiude la sua breve storia a Brescia nella maniera più traumatica possibile. Prima un atteggiamento ritenuto, dal club, poco professionale durante il periodo dedicato agli allenamenti in solitudine a casa, poi le assenze, ripetute, dal centro sportivo della società lombarda o una presenza “svogliata”: da qui la decisione del presidente Massimo Cellino, carattere abbastanza impetuoso a sua volta, di affidare agli avvocati una lettera di licenziamento nei confronti dell’attaccante.
Lo strappo decisivo è arrivato con la mossa del giocatore di presentare un certificato medico con la diagnosi di gastroenterite per la quale non si è presentato agli ultimi allenamenti dopo settimane di grande tensione con la società. Sembrano catalogati ad un’altra era le immagini di festa di Balotelli affacciato alla finestra nella sede del Brescia con centinaia di tifosi in attesa per strada: dopo nemmeno un anno la storia si chiude come nessuno poteva pensare visto che, per l’attaccante, la nuova tappa di una carriera in altalena era un ritorno a casa. Ora a decidere sarà l’arbitrato. —
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