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BASKET: IL PROBLEMA 

Nba, la pace è durata poco I giocatori: con queste date niente Dream Team a Tokyo

Nba, la pace è durata poco I giocatori: con queste date niente Dream Team a Tokyo

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NEW YORK

Neanche il tempo di festeggiare una ritrovata armonia tra gli organizzatori della Nba e i giocatori che le date su quando far partire la prossima stagione hanno creato nuove tensioni. A mettere fretta ai padroni del basket americano è l'esigenza di portare alle Olimpiadi di Tokyo il Dream team e quindi anticipare l'avvio della stagione 2020-21. L'associazione giocatori si è detta "sorpresa" delle date annunciate dalla Nba per il prossimo torneo, che inizierebbe con il training camp meno di un mese dopo la fine delle Finals in quanto ogni modifica al calendario dovrebbe essere approvata anche dall’ associazione che rappresenta i giocatori, e una off-season così ridotta potrebbe non essere apprezzata da alcuni giocatori. Un inizio all'1 dicembre invece che a Natale (come era stato previsto da molti nelle ultime settimane) permetterebbe ai giocatori di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo e potenzialmente anche ai tornei pre-olimpici (nei quali è coinvolta anche l'Italia), ma anche di evitare la concorrenza dell'inizio della stagione del football per quanto riguarda la fine dei playoff, il Draft e il mercato dei free agent. Rimane comunque il fatto che l'annuncio di quelle date senza prima consultarsi con i giocatori ha creato una piccola frazione tra due parti che fino a questo momento hanno collaborato. Secondo quanto detto a ESPN, il direttore esecutivo dell'associazione Michelle Roberts ha espresso delle preoccupazioni per la timeline delineata dalla lega Nba, che vedrebbe i training camp della stagione 2020-21 iniziare il 10 novembre, meno di un mese dopo la teorica ultima data possibile per le Finals (il 12 ottobre) e con l'inizio della regular season fissato per l'1 dicembre. «Sono rimasta sorpresa quando l'ho visto», ha detto Roberts, parole che di certo promettono battaglia visto che la NBA dovrà con ogni probabilità contrattare con i giocatori, con cui divide al 50% i ricavi complessivi. —

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