L’Nba riparte da Disneyworld: solo 22 squadre in campo
NEW YORK
La giostra più ricca del mondo, lo sport degli affari per eccellenza riparte il 31 luglio: lo hanno deciso ieri le squadre insieme al commissioner Adam Silver.
Sarà un finale di stagione diverso, ovviamente, con 22 squadre che si giocheranno l’anello e le altre otto che resteranno a guardare, con la sola colpa di essere arrivate troppo indietro in classifica al momento dell’interruzione. La Nba riparte dalla bolla di Disney World. Non era più una questione sul dove giocare , una volta individuato lo Espn Wide World of Sports Complex all'interno del parco di divertimenti in Florida, ma solo sul come e quando. Pratica risolta con il voto favorevole dell'assemblea dei proprietari delle 30 franchigie al format partorito dal commissioner: riavvio con le 16 squadre che lo scorso 11 marzo, al momento della sospensione del campionato, sarebbero state nei playoff accompagnate dalle altre 6 ancora in lizza. A Est ripartiranno Milwuakee Bucks, Toronto Raptors, Boston Celtics, Miami Heat, Indiana Pacers, Philadelphia Sixers, Brooklyn Nets, Orlando Magic e Washington Wizards, a Ovest Los Angeles Lakers, Los Angeles Clippers, Denver Nuggets, Utah Jazz, Oklahoma City Thunder, Houston Rockets, Dallas Mavs, Memphis Grizzlies, Portland Blazers, New Orleans Pelicans, Sacramento Kings, San Antonio Spurs e Phoenix Suns: mini regular season da otto partite a testa, tenendo presente la classifica al momento dello stop, per definire la griglia della post season. Possibile, in caso di distacco minimo tra l'ottava e la nona squadra di una Conference, un doppio spareggio per decretare chi sarà dentro o fuori.
Archiviata la pratica iniziale da 88 gare, la Nba inaugurerà i primi playoff dentro la bolla: tutte le serie al meglio delle 7 sfide, azzerando di fatto il fattore campo, e potenziale ultima gara delle Finals fissata per il 12 ottobre. Il protocollo che le 22 squadre dovranno osservare a Orlando si preannuncia di ferro: docce direttamente nelle stanze degli alberghi (non negli spogliatoi dell'arena), distanziamento tra giocatori in panchina e divieto di far entrare ospiti e parenti nella “bolla” almeno fino ai playoff. Un piano che farebbe slittare, oltre ai draft estivi, anche l'inizio e la fine della prossima stagione: partenza a Natale e anello da consegnare all'inizio di Agosto. Una tempistica che comporterebbe, causa contemporaneità o quasi, niente Dream Team olimpico (o giù di lì) per gli Usa e tantissime assenze di stella Nba di altre nazionalità alle Olimpiadi di Tokyo. Discorsi, di questi tempi, troppo votati al futuro. Adesso, per la galassia della lega sportiva professionistica più ricca e seguita del mondo, la priorità è un'altra: ricominciare a giocare e terminare questa stagione. —
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