Gioco
Il piano: in campo d’estate anche alle 16,30. Giocatori contro: non si gioca al pomeriggio
Intanto la Lega depositerà oggi un decreto ingiuntivo contro Sky che chiedeva uno sconto tra il 15 e il 18 per cento
MILANO
Incrociare i tacchetti “a las cinco de la tarde”, o giù di lì. Roba da toreri alla corrida, più che da giocatori allo stadio. Specie a luglio, con le estati che negli ultimi anni si sono fatte sempre più torride a causa del riscaldamento globale.
Ed infatti alcuni dei protagonisti non hanno preso bene la prospettiva di dover sprizzare agonismo dalle 16:30, orario allo studio - con quelli delle 18:30 e delle 21:00 - per l'inizio dei match. In campo a braccetto del famigerato anticiclone africano? No, grazie.
Oltretutto con una cadenza di quasi tre incontri a settimana, per riuscire ad esaurire entro i primi d'agosto le 124 gare che mancano alla chiusura della stagione in Serie A.
Tra quanti hanno esternato aperto dissenso c'è Daniele Gastaldello, capitano del Brescia: «Giocare alle 16:30 è scandaloso. Siamo esseri umani, non macchine». Ma anche il sindacato è perplesso e Damiano Tommasi, presidente dell'Assocalciatori, ha inserito il tema delle alte temperature tra le "criticità" in vista della ripresa, per la quale si indicano i fine settimana del 13/14 o 20/21 giugno.
Tanti impegni ravvicinati, in condizioni climatiche sfavorevoli e con una preparazione affrettata. Un mix che rischia di far impennare gli infortuni. «Non ci sono precedenti, non abbiamo mai affrontato una situazione simile. Dovremo appellarci alla capacità di adattamento - ha ammesso Claudio Ranieri, tecnico della Sampdoria - Fortunatamente la regola delle 5 sostituzioni è stata approvata. Ci aiuterà». E poi si potrà fare ricorso ai 'cooling break', le pause rinfrescanti lungo i 90 minuti. La questione è stata affrontata di recente anche Enrico Castellacci, presidente dei medici del calcio ed ex medico sociale della Nazionale: "E' difficile giocare alle 16,30 in estate, fa molto caldo. Ricordo il mondiale in Brasile, c'era un tasso di umidità del 90% all'una del pomeriggio. Sono condizioni difficili da sopportare. E' un orario che andrebbe evitato».
La Lega, intanto, ieri ha mosso un passo importante sulla questione dei diritti televisivi: oggi depositerà undecreto ingiuntivo nei confronti di Sky presso il Tribunale di Milano. In ambienti della Lega la mossa viene definita "obbligata", per via del mancato pagamento dell'ultima rata della stagione prevista dal contratto da parte di Sky, che ha chiesto uno sconto compreso tra il 15% e il 18%, in caso di prosecuzione del campionato. E' invece in corso un dialogo con gli altri licenziatari dei diritti tv, Dazn e Img, da cui sono state avanzate proposte che la Lega analizzerà nelle prossime ore. Di certo non è una situazione semplice, dopo anche che il ministro dello sport Spadafora aveva chiesto di trasmettere tutti i gol oin chiaro nelle prime due giornate. —
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