Gioco
In porta venti di Tempesti «Giocherò fino a 44 anni»
PRATO
Eterni ragazzi. Highlander dello sport. Vanno avanti sfidando l'età prima ancora degli avversari, fissando traguardi sempre ambiziosi. Stefano Tempesti si iscrive a una ristretta cerchia di atleti che, come dice scherzando, «non capisce quando è giusto farsi da parte». Tra un paio di settimane il portiere pratese dell'Ortigia compirà 41 anni ma di voler appendere la calottina al chiodo proprio non ne vuol sapere. Anzi, ha deciso di accettare la proposta di rinnovo triennale offertagli dal club siciliano e quindi difenderà i pali fino al 2023. Puntando allo stesso tempo a strappare una convocazione per i Giochi di Tokyo che, se dovesse arrivare, gli permetterebbe di centrare la sesta Olimpiade in carriera eguagliando il record di un certo Manuel Estiarte. «Vediamo se riesco ad acchiapparlo, sognare non costa niente...» spiega Tempesti.
«Quando all’Ortigia mi hanno parlato del progetto ne sono stato entusiasta e l'ho sposato a 360 gradi - racconta Tempesti -. Qui ho trovato persone che mantengono la parola. Un ambiente sportivo e umano eccezionale, una società seria che non ha fatto nessun passo indietro durante la pandemia nonostante le enormi difficoltà». La scelta dello scorso anno di continuare a giocare a Siracusa dopo l'addio alla Pro Recco insomma si è rivelata più che mai azzeccata. «Decido d'istinto e l'Ortigia mi garantiva la possibilità di rimettermi in gioco ad alti livelli e di puntare alle Olimpiadi», ricorda, precisando però che stavolta la decisione di firmare per tre anni «è stata ponderata perché porto con me tutta la famiglia, moglie e due figli. Si tratta di un progetto condiviso. Sappiamo a cosa andiamo incontro, non è un salto nel vuoto».
«Mi piace lavorare su grandi progetti. L'entusiasmo c'è, la voglia pure, ma nel momento in cui mi renderò conto di non poter garantire il massimo mi fermerò», sottolinea Tempesti, Airone abituato a volare sempre ad alta quota: «Il mio obiettivo resta Tokyo. Non ci voglio nemmeno pensare al fatto che possa saltare anche l'anno prossimo. Io portabandiera? Già essere tra i papabili è un onore. Sarebbe un sogno, si scriverebbe la storia». La sua, infinito Tempesti. —
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