Il Tirreno

Sport

Che tappa: pioggia, fango, spettacolo. La Carrara-Montalcino compie 10 anni

ANTONIO SIMEOLI
15 maggio 2010: l’arrivo di Vincenzo Nibali, completamente ricoperto di fango, sul traguardo di Montalcino: il siciliano vestiva la maglia rosa
◗
15 maggio 2010: l’arrivo di Vincenzo Nibali, completamente ricoperto di fango, sul traguardo di Montalcino: il siciliano vestiva la maglia rosa

Una corsa d’altri tempi: Ewans vinse, Nibali perse la rosa. E la grinta di Scarponi...  

3 MINUTI DI LETTURA





Se ci fosse stato il Giro, oggi saremmo nel pieno della corsa rosa, a commentare grande imprese e grandi flop. Ma il Giro, purtroppo, non c’è, o non c’è ancora.

In attesa, virus permettendo, di recuperare la Corsa rosa nel mese di ottobre, la macchina del tempo offre un assist davvero imperdibile per gli amanti del ciclismo. Quello antico, vero, carico di pathos, di colpi di scena. Quindici maggio 2010, poco più di dieci anni fa, le strade della Toscana furono il teatro di una delle più belle tappe del Giro degli ultimi anni. Per molti la più bella in assoluto, addirittura.

Carrara-Montalcino, 220 chilometri, gli ultimi dei quali sui celebri sterrati toscani, percorsi spettacolari ma sempre carichi d’insidie. Uno show assicurato col bel tempo, figurarsi con la pioggia.

Strappo di Volterra, Passo del Rospatoio, Passo Civitella, questi ultimi sullo sterrato, sulle strade dell’Eroica, che era diventata da tre anni pure una classica come le Strade Bianche, il massimol della spettacolarità.

È la settima tappa di un Giro partito dall’Olanda. Col giallo: la Liquigas-Doimo, squadrone con la rosa nel mirino di capitan Basso, perse la seconda punta Pellizotti per sospetto doping, ripescò al suo posto il venticinquenne “predestinato” Vinceenzo Nibali, che avrebbe dovuto fare il Tour de France. In Olanda, la terza tappa la vinse un giovane belga, Wouther Weylandt, un anno dopo morirà al Giro nella discesa del Passo del Bocco.

Nella frazione di Cuneo la Liquigas vinse la cronosquadre, Nibali si ritrovò in rosa nella “sua” Toscana, terra in cui, arrivato ragazzino dalla Sicilia, sbocciò corridore vero. Leader, con una condizione super, in Toscana davanti al “Cannibali” di Mastromarco e ai coniugi Franceschi, per lui una vera seconda famiglia.

Il tempo però è brutto, bruttissimo, come spesso accade in maggio nel corso della gara in rosa. A causa di una frana all’immediata vigilia viene eliminato lo strappo di Volterra e negli ultimi cinquanta chnilomertri accade davvero l’incredibile.

La pioggia trasforma le strade bianche in fiumi di fango. La corsa impazzisce, letteralmente. Alle 15.53, narrano le cronache dell’epoca, la maglia rosa, meglio una maschera di fango irriconoscibile come la divisa del primato, finisce a terra.

Nel momento peggiore. Davanti Vinokourov, il campione del mondo Ewans, Cunego fanno il diavolo a quattro. Basso si ritrova a “bagno maria” tra il gruppo di testa e Nibali. Che dolorante a un braccio e aiutato da Agnoli, fido gregario, riprende il capitano e nel finale, sfruttando l’abilità in discesa, potrebbe pure staccarlo.

Rivedere quei chilometri nei filmati su Youtube, dieci anni dopo, è sempre da brividi. Perché quel giorno davanti a lottare in maglia Androni in gran forma, più forte di pioggia e fango, c’è anche il povero Michele Scarponi.

Alla fine, sullo strappo di Montalcino, dove nel 1987 vinse Moreno Argentin in maglia iridata, trionfa un altro campione del mondo, l’australiano Cadel Evans, uno che arrivava dalla mountain bike e su quei torrenti di fango si sentiva a casa. Una maglia iridata al traguardo. Anzi, le migliaia di persone che, nonostante il maltempo, affollarono il finale, le strisce dell’arcobaleno non le videro proprio. Nibali? Arrivò a 2’, perse la maglia.

Ma in quel Giro, poi vinto da Basso, finirà terzo, primo degli 11 podi dei grandi giri del decennio. E su pioggia e fango si vendicò quattro anni dopo ipotecando il suo Tour proprio sulle pietre bagnate vicino a Roubaix. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web