Gioco
SILENZIOSO E TRISTE MA MEGLIO DI NIENTE
Quando non mangi da due mesi e passa, non ti serve il piatto di uno chef stellato: mangi, voracemente, la prima pietanza che ti capita a tiro. Pazienza se non è cotta a puntino o se risulta un pò triste: l’importante è riempire lo stomaco e trovare un minimo di pace. E’ quello che è accaduto ieri pomeriggio allo sterminato popolo del calcio. Centinaia di milioni di appassionati nel mondo, dalla Patagonia alla Scandinavia, dal Brasile alla Cina, la cui vita è stata sempre scandita e accompagnata dal rito di un pallone che rotola sull’erba, della gioia o della disperazione per una vittoria o una sconfitta, dagli sfottòcon gli amici e con i colleghi al lunedì mattina, hanno ritrovato la partita. E pazienza se la Bundesliga non è proprio il campionato più charmant del mondo: si giocava, comunque, in diretta tv, undici contro undici e un arbitro. In palio c’erano i tre punti, in campo i giocatori se le davano (quasi)come sempre, anche se con un sottofondo di rispetto del tutto nuovo. Alla faccia del distanziamento sociale, il calcio replica se stesso, da che mondo è mondo. E allora ecco gli interventi, duri, in tackle scivolato, le trattenute su calcio d’angolo, persino qualche colpo proibito. Vivaddio, il pallone è ripartito, in campo. Quello che impressiona, e inquieta, è però il contorno. Vedere gli stadi più belli, moderni e tecnologici del mondo senza spettatori fa male, anche se qualcuno ha pensato a delle sagome di cartone (sic...) per rendere il tutto meno malinconico. Non vedere l’impressionante muro giallo dei tifosi del Borussia. Assistere a riti nuovi, come i palloni sanificati e consegnati ai giocatori nel cellophane per il riscaldamento. Il quarto uomo e i componenti delle panchine con le mascherine, a distanza di sicurezza, senza spallatine o abbracci o risate. Questo, almeno per un pò, sarà il nuovo calcio. E questo sarà anche in Italia, se come sembra si ripartirà a metà giugno. Un pò triste. Ma con la voglia che c’è, meglio di niente. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
