La protesta
Coppa del Mondo, l’idea è di scegliere 5 località
ROMA
Interrotta e chiusa in pochi giorni la stagione a seguito della pandemia, il mondo dello sci alpino naviga a vista e provando a scoprire nuove frontiere tra dubbi e comitati organizzatori in difficoltà finanziaria. Il Congresso primaverile della Fis, la federazione internazionale dello sci, era previsto da domani (fino al 25) in Thailandia: non si può viaggiare e quindi le operazioni si svolgeranno nello stesso periodo ma in forma virtuale. La nuova stagione dello sci dovrebbe iniziare il 25 ottobre dal ghiacciaio austriaco di Soelden ma gli interrogativi non mancano. La problematica legata alle restrizioni di viaggio potrebbe essere risolta - almeno tra i Paesi dell'Unione Europea - nel corso dell'estate. Ci sarà poi da capire come potranno arrivare gli sciatori nordamericani e quelli degli altri continenti se le limitazioni dovessero proseguire. Soelden solo con sciatori europei? Una possibilità.Altro interrogativo sono i finanziamenti degli eventi. Si parla di gare senza pubblico e quindi con organizzatori che rischiano una consistente fonte di entrata.
Tra le ipotesi c'è quelle di individuare cinque o sei località sulle quali far ruotare le gare con inevitabilmente un calo di competizioni. Altra idea è quella di raggruppare uomini e donne nella stessa località per evitare uno sforzo doppio agli organizzatori. Sembra molto difficile rivedere oltre 100.000 spettatori lungo lo shuss d'arrivo della 'Stref' di Kitzbuhel in Austria oppure sulle tribune della Gran Risa in Alta Badia. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google