Toscana
Nella Pistoiese del futuro Tempesti sarà un punto fermo
Il giovane centrocampista si è ritagliato sempre più spazio prima dello stop: «Un peccato, ma questa resta una stagione positiva per me e per la squadra»
PISTOIA. Nel futuro della Pistoiese c’è anche Pietro Tempesti.
Il giovane centrocampista, classe 2001, è uno dei tanti baby che hanno saputo ritagliarsi un posto nella mediana orange di questa stagione. Non tanti i minuti giocati, ma quando è sceso in campo, come ad esempio nella sfida casalinga con il Monza in cui è stato schierato sin dal primo minuto, ha fatto vedere di avere numeri e personalità per stare nel calcio dei grandi. L’emergenza sanitaria da coronavirus però ha fermato la sua ascesa, togliendogli un finale di stagione in cui verosimilmente avrebbe trovato minuti e altre buone occasioni per lasciare il segno.
Niente campo e niente allenamenti, una quotidianità che adesso inizia davvero a mancare al giovane arancione. «Spero di superare al meglio questo momento non bello e che ha scosso tutti a causa del coronavirus – ha detto Tempesti ai microfoni della nuova webtv della Pistoiese – personalmente sto cerando di passare questo periodo pensando positivo e sperando tornare alla normalità il prima possibile. Mi manca la quotidianità, la domenica, lo spogliatoio, il gruppo, giocare in casa davanti ai nostri tifosi, insomma la vita di tutti i giorni».
Il bilancio della sua avventura in arancione, almeno fino a quando si è giocato, resta comunque positivo e il cruccio è quello di non aver visto fin dove sarebbe potuto arrivare questo gruppo. «Questa – ha detto Tempesti– è stata comunque una stagione positiva, sia personalmente e penso anche per la città. Abbiamo chiuso in anticipo la stagione ma eravamo in zona playoff, avevamo fatto una grande stagione e avevamo ancora undici partite in cui avremmo potuto dire la nostra».
Per Pietro Tempesti questa resterà comunque un’annata da incorniciare e ricordare. Nonostante il Covid-19, infatti, ha anche debuttato tra i professionisti e, cosa più importante, lo ha fatto con la maglia della sua città. «I ricordi più belli sono l’abbraccio collettivo con il Siena dopo il gol di Falcone segnato nel recupero, oltre all’esordio con la maglia arancione che per me ha un grande significato e un grande valore perché è la maglia della mia città e la rispetto tantissimo».
Inevitabile poi guardare al futuro e alla prossima stagione, un’annata speciale per i colori arancioni che potranno celebrare la fatidica quota 100. «Quella del prossimo anno –ha sottolineato Tempesti – sarà una stagione molto importante perché sarà l’anno del centenario, un traguardo molto significativo per la Pistoiese. Per questo che invece si è appena conclusa volevo ringraziare la società, che ha dimostrato di credere in me, i tifosi, che mi hanno dimostrato affetto e calore ogni volta che sono sceso in campo, poi anche il mister, che mi ha dato una possibilità e mi ha fatto crescere a livello umano e anche a livello calcistico».
E nell’anno del centenario, c’è da starne sicuri, ci sarà spazio anche per questo diciannovenne dal grande talento e dal cuore arancione che avrà anche un motivo in più per far grande la sua Pistoiese. –
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