La protesta
La compagnia di elicotteri «Bryant e la figlia negligenti, non hanno valutato i rischi»
LOS ANGELES
«Kobe Bryant e la figlia Gianna avevano una conoscenza effettiva dei rischi. Qualsiasi lesione o danno ai querelanti o deceduti è stato causato direttamente in tutto o in parte dalla loro negligenza, inclusa la conoscenza dei rischi su base volontaria e questa negligenza è un fattore chiave nei presunti danni, per i quali il convenuto non ha alcuna responsabilità». Con queste parole il rappresentante legale della compagnia Island Express dell’elicottero che ha ucciso il campione di basket, la figlia e altri 6 passeggeri, risponde alla moglie del giocatore Vanessa Bryant che ha intentato la causa di risarcimento. Nel documento, la compagnia ha anche inserito, fra le varie motivazioni dell’accaduto, anche “l’Atto di Dio”. La vera negligenza starebbe nei passeggeri che «conoscevano i rischi» del volare sull’elicottero. Il sito Tmz commenta il documento in maniera provocatoria: «Island Express non spiega mai come una ragazza di 13 anni apprezzi tali rischi e, mentre siamo in tema, qualcuno sa che gli elicotteri sono così pericolosi che i passeggeri che osano salire a bordo lo fanno a loro rischio e pericolo? In tal caso, come mai Island Express non aveva un grande cartello davanti all'elicottero per dirlo? Ed è ancora più folle dire che Island Express non è responsabile dell’incidente perché è stato un “atto di Dio”. Bene, la nebbia è sicuramente “un atto di Dio”. Ma volarci dentro a 180 mph (circa 289 km/h) non lo è». —
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