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«Non ci eravamo mai amati»: Vettel e la Ferrari non hanno più un futuro insieme

Cristiano Marcacci
«Non ci eravamo mai amati»: Vettel e la Ferrari non hanno più un futuro insieme

Niente rinnovo del contratto. Maranello aveva proposto un solo anno di proroga con un cospicuo taglio dell’ingaggio

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Vi è mai capitato di andare in un ristorante pluristellato e di rimanere completamente delusi e quasi a digiuno di emozioni da regalare al palato, tanto da buttarsi subito dopo nella ricerca di una buona pizzeria dove rinfrancarsi con un calzone super farcito?

Ecco, la storia tra la Ferrari e Vettel è un po’ questa. Prima la rincorsa al pilota di punta, a colui che può vantare di detenere quattro titoli iridati al pari di Fangio e Schumacher, poi i primi e beneauguranti squilli in rosso, quindi il declino a colpi di sbagli da principiante, clamorosi errori di strategia e incomprensioni con il team e con il compagno di squadra, il rampante Leclerc. Il matrimonio non poteva proseguire e il dorato contratto tra il tedesco e la casa di Maranello è stato stracciato nel bel mezzo della stagione più anomala che la Formula uno sia in grado di ricordare. Un’annata mai partita, su cui si è abbattuto, come su tutti gli altri sport, il vento del contagio da Covid-19. Sono ormai lontani i tempi in cui, nel 2015, vinse il Gran premio della Malesia e dalla contentezza si mise a cantare Toto Cutugno. Risale invece al 2018 il film chiamato “La grande illusione”, di cui Vettel fu protagonista principale. Poteva essere l’anno del ritorno sul trono mondiale del Cavallino, ma tutto svanì fra avarie, incidenti (addirittura doppio a Singapore) e mega rimpianti. Nonostante la macchina fosse azzeccata e risultasse competitiva, il ferrarista incappò in un’incredibile serie di svarioni (come non ricordare il testacoda da debuttante mentre era tranquillamente in testa ad Hockenheim...) che consentirono nuovamente ad Hamilton di brindare varie volte e di involarsi verso la conquista del campionato.

Nel 2019 le cose non sono affatto migliorate. Anzi. L’arrivo del “principino” monegasco Charles Leclerc, con le sue spavalderia e irriverenza agonistica, mescola le carte in casa Ferrari, dove il nuovo team principal Mattia Binotto suda le proverbiali sette camicie per sorvegliare il pollaio con i due galli. Sebbene non lo abbia mai ammesso, Sebastian soffre il compagno. Il pubblico e i tifosi s’innamorano di Charles e a Maranello cominciano a prenderne atto. Si aprono le prime crepe sul parabrezza, che si schianta definitivamente in questi ultimi giorni con il divorzio che si consuma ufficialmente sulle pagine della Bild Zeitung.

Non è stata tutta una questione di soldi, ma poco ci manca. In caso d’ingaggio confermato forse Vettel avrebbe anche accettato nuovamente la convivenza con l’irrequieto Leclerc, ma il taglio dell’onorario prospettatogli da Maranello lo ha definitivamente convinto all’addio. Il tedesco puntava decisamente su un nuovo biennio, mentre la scuderia non ha fatto alcuna marcia indietro rispetto alla posizione iniziale: sì al rinnovo del contratto, ma della durata di un solo anno e con una notevole sforbiciata di milioni di euro (si parla dai 30 ai 12). Uno scenario ritenuto inaccettabile dal tedesco. «In questo sport – ha detto – per riuscire ad ottenere il massimo bisogna essere in perfetta sintonia ed io e la squadra abbiamo realizzato che non esiste più una volontà comune di proseguire insieme oltre la fine di questo campionato. Quello che è accaduto in questi ultimi mesi ha portato tanti di noi a fare delle riflessioni su quelle che sono davvero le priorità della vita: c’è bisogno di immaginazione e di avere un nuovo approccio a una situazione che è mutata».

Insomma, la classica rescissione consensuale. Il team principal Mattia Binotto parla infatti di «miglior soluzione per entrambe le parti». «Non c'è stato un motivo specifico che ha determinato questa decisione – ha poi precisato Binotto – bensì la comune e amichevole constatazione che è arrivato il momento di proseguire il nostro cammino su strade diverse per inseguire i nostri rispettivi obiettivi. Sebastian è già entrato nella storia della scuderia (con 14 Gran premi conquistati è il terzo pilota più vittorioso ed è già quello che ha ottenuto il maggior numero di punti iridati) e nelle cinque stagioni fin qui disputate con noi è salito tre volte sul podio del campionato piloti».

Peccato che in Formula uno conti vincere. Soprattutto se si è vestiti di rosso. —

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