Gioco
Paltrinieri, addio Moro Finisce un legame che è storia del nuoto «Ma restiamo uniti»
Gregorio lascia l’allenatore livornese che lo ha reso grande «Aveva bisogno di lavorare sul Fondo, ma mi dispiace...»
Andrea Masini
Un fulmine a ciel sereno: dopo 9 stagioni di successi agli ordini del tecnico livornese Stefano Morini - fra i quali la medaglia d’oro olimpica a Rio e la miriade di titoli mondiali - Gregorio Paltrinieri ha deciso, in accordo con la Federazione e le sue società (Fiamme Oro e Coopernuoto), di cambiare guida tecnica e affidarsi a Fabrizio Antonelli, mentore dell’empolese Rachele Bruni già argento nella 10 km di Rio quattro anni fa.
«Non nascondo il dispiacere per questa scelta - ha commenta il Moro - pur comprendendo le ragioni, avrei preferito completare il ciclo olimpico e accompagnare Paltrinieri sino a Tokyo, curando il lavoro in corsia di pari passo a quello in acque libere in sinergia con lo staff del settore fondo. Gli obiettivi erano chiari: difendere l’oro olimpico conquistato nei 1500 a Rio de Janeiro, provare a vincere gli 800, di cui è campione del mondo in carica, ed essere il più competitivo possibile nella 10 chilometri». Paltrinieri, tuttavia, ha scelto d’intraprendere la virata più coraggiosa della sua carriera: «Evidentemente - ha proseguito Morini - Gregorio in questo momento ha bisogno di un contributo diverso, che preveda maggiore spazio e incidenza del nuoto di fondo nei programmi di allenamento e nelle gare. Ovviamente resterò sempre a disposizione per eventuali necessità. Come lui stesso ha dichiarato, il nostro rapporto va oltre quello tra allenatore e atleta e la sua scelta non pregiudica il nostro legame tecnico ed affettivo. Spero che trovi ciò che cerca. Gregorio è un campione in allenamento, in gara e nella vita. Abbiamo vissuto insieme nove anni di grandi trionfi che continuano ad emozionarmi. Proseguiremo a scriverne altri distanti, ma uniti. Slogan che di questi tempi calza a pennello». Il nuovo progetto tecnico sarà approfondito nei prossimi giorni dalla federazione con Fabrizio Antonelli, romano, marito della livornese Martina De Memme, ex fondista che ha trascorso alcuni anni della sua carriera a Livorno, muovendo alla piscina Camalich anche i primi passi da allenatore con i gruppi Esordienti. Oltre Paltrinieri, lascerà Ostia pure Domenico Acerenza, argento iridato a squadre nell'area portuale dell'Expo Ocean Park di Yeosu il 18 luglio scorso. «Senza il Moro non sarei mai diventato un campione - ha confessato il nuotatore di Carpi, tra i protagonisti del nuoto di ogni tempo - non vorresti mai che certe storie finissero. Morini è stato molto più di un semplice allenatore. Sono arrivato al centro federale con sogni, speranze e obiettivi e li abbiamo centrati praticamente tutti. Ero un ragazzino, adesso sono un uomo. Basti pensare che quando sono arrivato, dividevo la stanza con Detti. Nel frattempo ci siamo diplomati, siamo cresciuti medaglia dopo medaglia. Abbiamo conquistato la stanza singola (ride, ndr), e adesso vivo in una mia casa a pochi metri dal centro con la mia compagna, Letizia. Morini è il migliore allenatore che potesse formarmi, crescermi, seguirmi nella vita come a bordo vasca. Il nostro rapporto va ben oltre la piscina, è uno di famiglia. Anche per questo motivo ritengo giusto compiere questa scelta. E' come se un figlio comunicasse alla famiglia che va a vivere fuori casa, con tutte le responsabilità che ne conseguono. Al contempo provo anche eccitazione, perché mi immergo totalmente in un altro tipo di progetto, con enormi stimoli e pari ambizioni. Sentivo la necessità di confrontarmi con un tecnico che sia maggiormente specializzato nel nuoto di fondo. Pertanto ho individuato, insieme allo staff della federazione, Fabrizio Antonelli». —
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