Gioco
Mascherine aderenti al viso: così il volley vuol tornare in campo dopo il falso dossier
ROMA. Strumenti di protezione personale creati ad hoc, come mascherine in grado di adattarsi al viso degli atleti senza pregiudicarne le prestazioni, per ripartire. Anche la pallavolo studia come tornare in campo dopo lo stop causato dall'emergenza coronavirus.
Partner della Federazione italiana Pallavolo è il Politecnico di Torino che, archiviato l'incidente diplomatico dei giorni scorsi, collabora alla ripartenza di questa disciplina sportiva, come già fatto per numerose altre realtà, dalla scuola ai trasporti, attraverso la stesura di un protocollo di sicurezza.
La giunta della Fipav, insieme al Direttore Tecnico del settore giovanile maschile Julio Velasco e al medico federale, Sergio Cameli, ha incontrato in video conferenza il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, per gettare le basi di questo lavoro.
L'incontro virtuale è servito anche a superare le tensioni dei giorni scorsi, quando un dossier circolato “in modo ufficioso” aveva bollato la pallavolo come “lo sport a più alto rischio di contagio”. Addirittura più rischioso di boxe, calcio o rugby, che prevedono il contatto fisico.
Il giudizio ha fatto andare su tutte le furie numerosi pallavolisti, come l'azzurro Ivan Zaytsev: «Non sapevo - ha detto - di giocare allo sport più pericoloso al mondo...». E così infatti non è: le conclusioni del Politecnico, quelle ufficiali, sono ben altre, tante che in una scala da uno a otto il suo studio piazza bagher e schiacciate a livello cinque, mentre il basket è al settimo e gli 800 metri piani dell'atletica leggera all'ottavo, il massimo.
Appurato che alla base di quanto accaduto c'è stato “un grave equivoco di fondo, che comunque ha arrecato alla disciplina e all'Ateneo un danno di immagine”, Fipav e Politecnico hanno manifestato la volontà di collaborare.
L'obiettivo è quello di “condividere un percorso che porti alla stesura di un protocollo contenente le linee guida necessarie per un ritorno in campo”. In “totale sicurezza” e, ovviamente, quando “le autorità governative lo permetteranno”.
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