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Il piano della lega professionistica americana  

Nba, al via i tamponi per gli atleti Tre settimane e poi tutti in campo

Nba, al via i tamponi per gli atleti Tre settimane e poi tutti in campo

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BASKET

Anche la Nba si prepara a tornare incampo, ma con moltissima prudenza. Il commissioner Adam Silver in una videoconferenza con i rappresentanti dei giocatori, ha spiegato ieri che è possibile che la restante parte di campionato si giochi in una o due località, naturalmente a porte chiuse.

«Non c'è motivo di far viaggiare le squadre se non ci sono tifosi, una o due location sono più sicure» ha detto il manager che regge le sorti del campionato professionistico più ricco al mondo.

Le porte chiuse potrebbero caratterizzare anche la prossima stagione. Sarebbe un eventualità devastante per i bilancidelle squadre, ma senza alternative «se non si trova un vaccino».

Quanto al ritorno in campo vero e proprio, non c'è ancora una data, ce ne sono diverse ipotizzate, ma per ognuna di esse si prevedono almeno tre settimane di allenamenti per rimettere in condizione gli atleti e evitare infortuni: l’idea sarebbe quella di ripartire con le partite all’inizio del mese di giugno.

Quanto alla prevenzione dei contagi, è stato dato il via libera ai tamponi per gli asintomatici. Dopo un primo diniego da parte della Lega, infatti, ora è stata accolta la richiesta dei club di controllare anche gli atleti cosiddetti asintomatici e nei prossimi giorni dunque prenderanno il via tutti i test.

All'inizio c'era il timore, espresso da più parti, che fosse inopportuno impegnare i tamponi per gli sportivi, sottraendoli così alle strutture sanitarie che negli Usa si trovano sotto pressione. Ma il problema sembra superato, in quanto i tamponi sono disponibili su larga scala, praticamente in tutte le città americane e ce ne dovrebbero essere sempre a sufficienza per controllare frequentemente i giocatori e il personale di staff, senza sottrarli ad altri. Per completare il campionato Nba la lega stima circa 15 mila tamponi necessari. Nel caso di un nuovo caso positivo, il commissioner pensa di ricorrere all'isolamento dell'interessato e accurati controlli su chi è stato a contatto con lui, senza dover sospendere di nuovo il campionato. Ma prima il campionato dovrà riprendere, e per ora quel tempo sembra non vicinissimo. —

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