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IL RISCHIO DI VIVERE UNA FREDDA ESTATE
Non c’è il mare, nell’Empolese Valdelsa. Non ci sono neanche Colosseo, torre che pende o una muraglia che si vede dallo spazio. Eppure anche questo spicchio di Toscana ha i suoi gioielli. Tanti.
C’è la Vinci di Leonardo, la Certaldo del Boccaccio, esempi di recupero come il resort di Castelfalfi. Insomma, le cose da vedere, da gustare e da vivere non mancano. Ma in tempi di virus e divieti, con l’estate che bussa alle porte, la domanda è un’altra e non di poco conto. E cioè: a chi farle vedere?
Già. Il settore del turismo è tra quelli più colpiti dalla crisi da pandemia e anche qui, in questo piccolo angolo di paradiso, trattiene il fiato. Attendono risposte certe migliaia di persone. Che di turismo vivono direttamente o indirettamente. Strutture ricettive di varia natura e tipologia, dunque, ma anche ristoranti, bar, commercianti. Vogliono sapere le regole per mettersi e mettere tutti in sicurezza, ma anche capire se davvero viaggiare sarà consentito solo all’interno della propria regione. Una misura, questa, che peserebbe moltissimo.
Anche perché tanti appuntamenti che portano migliaia di persone in queste zone – da Mercantia e Cèramica, dal Ludicomix alla Notte d’Isabella – hanno già passato la mano, dando appuntamento al prossimo anno. Ma l’estate è adesso, o quasi. E senza risposte, senza certezze, senza aiuti concreti, rischia di diventare maledettamente buia. E tanto fredda. –
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