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Non c’è nessuno, ci sono tutti Cairo celebra il Grande Torino

Non c’è nessuno, ci sono tutti Cairo celebra il Grande Torino

Sul colle di Superga soltanto il presidente granata e il cappellano del club Davanti al Filadelfia un centinaio di tifosi distanziati, la voce di Belotti in streaming

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TORINO

Anche il Grande Torino, anche il mito di una delle sqiadre più forti di ogni tempo deve pagare dazio a questo difficile momento, fatto di divieti e limitazioni. Niente processione a Superga, per i limiti imposti dalle norme anti-Coronavirus, ma pochi intimi al Filadelfia: è dal cortile della Memoria dello stadio dell’epopea granarta che che don Riccardo Robella, il cappellano della squadra, ha celebrato la commemorazione della tragedia del Grande Torino nel 71°anniversario del tragico incidente aereo del 4 magfgio 1949.

Fuori dai cancelli del vecchio impianto torinese, recentemente ristrutturato, c’erano un centinaio di tifosi, più o meno attenti a evitare l'assembramento, che hanno voluto partecipare alla celebrazione. Don Robella ha terminato la commemorazione dando la benedizione al pennone dedicato ai caduti di Superga, mentre in streaming veniva trasmessa la voce di capitan Andrea Belotti che scandiva i nomi degli Invincibili e la canzone dei Sensounico «Un giorno di pioggia».

Il presidente del Torino Urbano Cairo si è recato personalmente sul colle di Superga per deporre una corona di fiori sul monumento che ricorda gli Invincibili in maglia granata.

Insieme al patron granata anche alcuni parenti delle vittime della tragedia di 71 anni fa, da Ossola a Gabetto, il direttore generale Antonio Comi e il direttore operativo Alberto Barile. Il cappellano del Torino Don Robella ha tenuto una breve cerimonia di fronte alla lapide.

.«Avremmo dovuto essere a Superga oggi», racconta il presidente del Toro Club di Bruxelles, Paolo Giordano «per ricordare come ogni anno l’anniversario della scomparsa del Grande Torino» e invece la pandemia di Coronavirus ha voluto altrimenti. «Nessun volo a Torino, nessun pellegrinaggio al colle, ma abbiamo deciso di onorare la squadra comunque, tenendo conto di questa triste realtà che si sovrappone ad una triste ricorrenza».

E così i Vecchi Cuori Granata di Bruxelles sono stati ieri in videoconferenza professionale con maglia granata o sciarpa del club, e nel tardo pomeriggio di ieri - nonostante le condiizioni meteo avverse e nello stretto rispetto delle regole belghe - faranno un giro in bici per la città portando il vessillo del Toro Club - Europa Granata.

A qualche finestra del quartiere europeo è già apparsa da stamane la bandiera del Toro, «e in parecchi - ha spiegato il presidente del club - si sono affacciati al balcone alle 17.03, l’orario dell’incidente aereo, per intonare ’Un giorno di pioggià la canzone dei Sensounico dedicata a quel 4 maggio 1949». «Canteremo dai nostri balconi» è un’iniziativa lanciata dai tifosi «e sostenuta da campioni come l’indimenticabile Paolo Pulici, protagonista dello scudetto del 1976», prosegue il presidente Giordano, è «un invito a esporre bandiere e sciarpe e ritrovarsi all’ora del disastro per cantare assieme, ricordando che solo il fato li vinse».

Anche la Juventus ricorda il Grande Torino nel 71° anniversario di Superga: «Il 4 maggio 1949 scompariva il Grande Torino. La Juventus si unisce al ricordo e celebra i grandi campioni coinvolti nella tragedia di Superga», il messaggio Twitter del club bianconero. —

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