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Luciano Chiarugi e la svolta «Aumentò la correttezza»

A.G.
Luciano Chiarugi e la svolta «Aumentò la correttezza»

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LIVORNO

Grande protagonista del secondo scudetto viola, erano i tempi della Fiorentina yè-yè, negli anni '60 e '70 Luciano Chiarugi fu uno dei migliori attaccanti esterni del nostro calcio, arrivando ad indossare la maglia della nazionale.

Lei ha vissuto in prima persona l'introduzione dei cartellini.

«A pensarci mi viene da sorridere, a maggior ragione considerando quanto adesso la tecnologia stia invadendo il nostro calcio, con il VAR che spesso e volentieri sconfessa l'operato degli arbitri. Sicuramente fu una novità che rendeva molto più semplice lo svolgimento del gioco; prima dell'introduzione del giallo e del rosso, infatti, accadeva spesso che i giocatori, ed ancor più gli spettatori, non capissero di essere stati ammoniti. Una novità che influì anche sullo sviluppo del gioco, soprattutto per i difensori che, una volta consapevoli di essere stati ammoniti, modificavano il loro stile di gioco, diventando più corretti e meno irruenti. A livello internazionale, poi, permise di bypassare le logiche difficoltà interpretative dovute alla lingua, sulle quali alcuni giocatori marciavano. Mi ricordo ai mondiali del '62 un argentino – Rattin – che per oltre 10' finse di non capire di essere stato espulso da un arbitro tedesco».

Importante fu anche l'introduzione delle sostituzioni .

«Sì, impattò molto sullo svolgimento della stessa. Innanzitutto permise di ovviare ad eventuali infortuni; prima il giocatore alle prese con un malanno fisico si spostava tradizionalmente all'ala sinistra, da quel momento poté essere sostituito. Inoltre l'innovazione aumentò l'importanza degli allenatori: nel corso dei 90' avevano la possibilità di variare, proprio grazie alle due sostituzioni, l'assetto tattico delle proprie formazioni, concedendo spazio anche a chi giocava meno. Insomma, una novità fondamentale per il nostro amato sport».

Adesso si parla di aumentare a cinque il numero delle sostituzione consentite.

«Qualora si torni a giocare in fretta, la novità mi trova d'accordo ad aumentarle, proprio per il fatto che si scenderà in campo a distanza ravvicinata, e con climi caldi. Il maggior numero di cambi potrebbe aiutare i calciatori a recuperare meglio le energie e gestire la fatica. In assoluto però ritengo che cinque siano troppe, anche perchè così facendo si frazionerebbe troppo il gioco, a meno di consentire sì i cinque cambi, ma con tre sole interruzioni, sulla falsariga di quanto avviene in Serie C».

A.G.

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