Gioco
Corsi: «Il ministro Spadafora odia il calcio»
l presidente dell’Empoli vuole la ripartenza ed è preoccupato dai tanti protocolli sanitari che renderebbero impossibile la ripresa dei campionati
EMPOLI. Le bordate del presidente Fabrizio Corsi al governo Conte e al ministro Spadafora riecheggiano anche a distanza di tre giorni. Il numero uno dell’Empoli non aveva usato mezzi termini. «Mi sembra che Spadafora odi il calcio e non se lo può permettere, visto che il calcio finanzia anche tutto lo sport. Bisogna tornare a giocare anche a luglio o agosto e sono in sintonia con il presidente della Figc Gravina e quello della Serie B Balata».
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Perché, però, Corsi ha sganciato questo attacco al Governo? Probabilmente per l’ipotesi che sta circolando e porterebbe il governo alla chiusura definitiva dell’annata. Non si tratterebbe di una decisione diretta di Spadafora, ma i protocolli da applicare al calcio renderebbero lo stop definitivo quasi conseguente. L’Empoli, così come tutte le altre società di Serie B, dovrebbero, secondo alcune ipotesi al vaglio dei vari comitati scientifici, fare un tampone a 48 ore da ogni incontro per i giocatori. Far utilizzare guanti e mascherine in panchina, così come applicare il distanziamento sociale e la disinfezione degli impianti al termine di ogni match. Impegni onerosi e che non renderebbero, almeno a maggio, la ripresa sostenibile.
Se questa ipotesi si trasformasse in realtà non sarebbe solo impossibile tornare in campo a maggio. Ma dalla Serie B verrebbero promosse soltanto le prime tre in classifica. In questo momento, dunque, Benevento e Crotone in primis, mentre resta da capire come verrebbe determinata la terza classificata. In Serie A, a loro volta, sarebbero retrocesse le ultime tre in classifica al momento della sospensione causa Covid-19. Quindi Lecce, Spal e Brescia.
Non ci sarebbero, dunque, campionati 2021/22 a 22 squadre. L’Empoli, ovviamente, sarebbe tagliata fuori da questa decisione. L’alternativa che anche Corsi vorrebbe, dunque, sarebbe di andare oltre il termine del 3 agosto per portare a termine la stagione. «Se non si tornerà in campo rischieremo grosso sul piano economico – ha detto Corsi – Prima ancora che il Governo decidesse il da farsi, infatti, le pay tv hanno già chiesto una sorta di sconto sui diritti già previsti alle società. Questo avrebbe un grandissimo impatto visto che gli introiti tv incidono tantissimo sui bilanci delle società, anche sulla nostra».
Non a caso non è solo Corsi sul piede di guerra. Anche il patron del Frosinone Stirpe, infatti, ha lasciato intendere chiaramente che se questa fosse la linea definitiva per far concludere la stagione darebbe vita a un ricorso. Con possibili strascichi e sentenze di vari tribunali che renderebbero ancora più caotico il finale di questa tribolata annata.
C’è anche l’incognita dei contratti, visto che quelli in scadenza il 30 giugno libererebbero moltissimi giocatori anche in maglia azzurra. In tal senso resta da attendere la decisione che sarà presa l’8 maggio dal consiglio federale.
«In Germania hanno le idee chiare e ripartono applicando i protocolli in caso di contagio – ha spiegato ancora nelle sue dichiarazioni Fabrizio Corsi – Lo stesso fanno in altri paesi europei con i campionati pronti a ricominciare. Qui fermi tutti, tanto poi i soldi pioveranno dal cielo». –
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