Gioco
La rabbia di Velasco «Il volley è lo sport a più alto rischio? Davvero ridicolo...»
ROMA
La pallavolo, secondo lo studio del Coni commissionato al Politecnico di Torino, è uno degli sport a più alto rischio in vista di una possibile ripartenza. «Non riesco a condividere – ha spiegato Julio Velasco, icona del volley non solo italiano – le basi su cui questo lavoro è stato svolto. Io credo di avere qualche competenza in tema di ricerche universitarie e credo che la prima cosa, almeno per mia conoscenza, sia poter contare su dati omogenei. Se i numeri raccolti non lo sono, credo che risulti veramente difficile arrivare a un risultato di validità. Sia molto chiaro – ha aggiunto l’ex tecnico campione del Mondo – io non dico queste cose per far aprire prima le palestre di volley. Io mi rimetto alle decisioni che saranno prese dal governo e tornerò in palestra soltanto quando mi diranno che sarà possibile. Ma non posso neanche accettare certe valutazioni, con paragoni ridicoli e vergognosi, che spero non verranno prese in considerazione».
Nella pallavolo è anche guerra di tagli. Quelli agli stipendi dei giocatori decisi unilateralmente dalle Leghe per il momento hanno compattato gli atleti come forse mai si era visto prima. Una battaglia che i 'big' sanno di fare soprattutto a difesa dei colleghi delle categorie inferiori: «Dedicano la loro vita al volley, poi a 35-36 anni si ritirano e restano senza futuro», avverte Dragan Travica, ex nazionale azzurro e attuale giocatore di Padova. Assieme al collega Daniele Sottile, ha partecipato alla trattativa, poi naufragata, con le Leghe. «Siamo tutti uniti e un pò delusi - specifica Travica - abbiamo cercato di collaborare disposti a sacrificare giustamente i nostri stipendi per assicurare quelli di categorie più basse. Perché lì la situazione è più critica, ma questa cosa non è stata accettata». Una trattativa nata per fronteggiare lo stop ai campionati deciso dalla Fipav e riparare a danni «ad oggi stimati in circa 24 milioni di euro di mancati ricavi» dicono i club. Esito: decurtazione del 30% dei compensi netti superiori ai 20.000 euro per la Superlega, del 25% per tutti gli atleti delle leghe inferiori, A2 e A3: «Comprendiamo le difficoltà di tutti i club e sappiamo che non è facile - precisa Travica - ma far ricadere i debiti su noi giocatori non è giusto». —
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